PESCARA. Colorato, visionario e mai fermo, nonostante i due anni terribili appena trascorsi: Cartoons on the Bay torna sul mare, quello dell’Abruzzo, e fino al 5 giugno invade Pescara con la sua carica di linguaggi e contenuti all’avanguardia. Zerocalcare è tra i protagonisti di maggiore successo del festival dell’animazione promosso da Rai e organizzato da Rai Com a Pescara. Nonostante il grande successo della sua serie “Strappare lungo i bordi”, Zerocalcare si sente ancora un po’ abusivo nel mondo dell’animazione e nonostante l’armadillo sia ormai supernoto anche ai più piccoli non si sente un punto di riferimento per i giovani. 

E a chi gli chiede se è più vero lui o lo Zerocalcare della serie Netflix dice ridendo: ”Lui può dire tutto quello che io non posso dire, come la volta che non mi andava di ospitare un amico a casa mia a dormire, io non avevo il coraggio e allora ho disegnato un fumetto per farglielo capire…”. “Non penso – dice – di essere visto come un punto di riferimento per i bambini, io non li conosco proprio. In realtà le persone che incontro sono molto più grandi. E’ vero che la serie su Netflix è stata vista anche da un pubblico di pischelli – spiega – ma io ormai non faccio neanche più le ripetizioni, che era l’unico biglietto che avevo per incontrare i ragazzini. Adesso veramente non so nulla di loro”. Ma se potesse incontrare se stesso a 10 anni si darebbe un unico bel consiglio: quello di stare un po’  più tranquillo! “Mi direi – spiega – di credere che con i fumetti e con i cartoni si può campare. Non lo avrei mai pensato e non ci avrei mai investito. Gli direi anche un altra cosa: cerca di fare anche altro nella vita e non chiuderti a lavorare e basta, altrimenti poi la gente cresce , fa i figli e tu stai sempre là a fare solo quello…”.

E a chi gli chiede come il grandissimo successo abbia cambiato la sua vita ribatte: “Realisticamente non ho più l’ansia di quello che dovrò fare per pagare l’affitto, le bollette e il resto che direi che è l’unica differenza significativa”. Al direttore del festival Roberto Genovesi e a Davide Bonelli che gli consegnano il premio dedicato al grande fumettista ed editore dice: “Non è vero che ricevuto tanti premi, mi fa molto piacere essere qui anche se io mi sento sempre un po’ abusivo nel mondo dell’animazione e se sto qui è grazie al lavoro di tutte le persone che hanno partecipato alla creazione della serie”.

A Pescara c’è anche il catalano Carlos Grangel, mostro sacro dell’animazione che però conserva un’umiltà e un’empatia straordinarie.Dalla sua matita sono nati personaggi di Balto, de Il principe d’Egitto, di Spirit, di Hotel Transylvania, di Dragon Trainer, di Kung Fu Panda, di Madagascar, de La sposa cadavere di Tim Burton. “Sono innamorato del vostro Paese, anche perché amo l’arte e la  grande arte la trovi in Italia, in Spagna o in Francia. Poi amo il fumetto italiano, ho una passione mediterranea. E’ un onore ricevere il premio Bonelli e conoscere Davide Bonelli a questo festival. Dopo due anni durante i quali non mi sono mai mosso per il Covid, nonostante gli inviti a Los Angeles e a Londra a lavorare a insegnare. Qui a Pescara sono venuto con la mia macchina da Barcellona”. 

E per Cartoons Grangel ha creato il bellissimo manifesto con la Sposa cadavere circondata dai gabbiani che portano la maschera dei Pulcinella Awards. “Ho pensato che La Sposa Cadavere è stata presentata a Venezia per la prima volta, è un po’ italiana dunque. Ho immaginato Emily come una Madonna sulla spiaggia di Pescara, tutta in blu. Ho pensato quasi di essere Caravaggio…”