CITTÀ SANT’ANGELO. «Chi oggi si oppone al biodigestore dimentica che a Piano di Sacco aveva previsto una discarica, già dal 2018». A parlare è il sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti che, dopo il silenzio per la candidatura in Senato, torna a parlare dell’impianto per il trattamento dei rifiuti organici. Lo fa, tanto per utilizzare le sue parole, togliendosi «qualche sassolino dalle scarpe», ma anche mostrando i documenti che evidenziano come nel redigendo Prg del 2018 si parlava di Piano di Sacco come sito idoneo alla realizzazione di una discarica per accogliere i rifiuti dell’intera provincia. «Se volete che m’intesti la paternità del biodigestore sono assolutamente disposto a farlo», dice Perazzetti, apparso molto deciso nei toni e nei modi utilizzati nel corso di una diretta Facebook con cui ha voluto parlare alla cittadinanza. «Preferisco cento volte un biodigestore che non inquina piuttosto che una discarica con i rifiuti messi sotto terra».
Il biodigestore è un impianto da 30 milioni di euro per smaltire 60mila tonnellate annue di rifiuti organici e produrre biogas per 3,6 milioni di metri cubi: si tratta di un’opera pubblico-privata, portata avanti da Ambiente spa con due società del gruppo Snam.
«Nelle scorse settimane», dice Perazzetti, «ho ascoltato di tutto da parte di politici che non hanno fatto altro che strillare, evidentemente senza nemmeno prendersi la briga di andare a leggere le carte. Mi hanno accusato di aver barattato la candidatura al Senato con il biodigestore. Ma con questi atti posso dimostrare che non è così». E prosegue: «Il progetto dell’impianto a Piano di Sacco non lo si costruisce dall’oggi al domani: è un processo che richiede anni e che, come emerge chiaramente dal piano Vas presentato dalla precedente amministrazione, è in essere almeno dal 2018. Oggi, chi dai banchi dell’opposizione tuona contro il biodigetore o dimentica o fa finta di dimenticare tutto questo. Così come lo dimentica chi piuttosto che fare politica si diverte a gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica. Poi però ci sono i documenti che parlano e che è giusto che tutti i cittadini conoscano». L’impressione è che le parole del sindaco, arrivate dopo mesi di scontro politico sul tema, più che un punto di arrivo rappresentino l’inizio di un nuovo capitolo: lo stesso Perazzetti ha già annunciato di avere pronti altri documenti da tirare fuori, ma si è riservato di farlo in un secondo momento. Dall’altro lato invece è lecito attendersi una risposta dell’opposizione chiamata in causa proprio dal primo cittadino.