TERAMO . Cambia il sistema di assistenza domiciliare dei pazienti Covid. La progressiva uscita dalla fase di emergenza, con il conseguente allentamento delle restrizioni – sebbene il numero dei contagi sia tornato a salire nell’ultimo periodo – impone un diverso approccio alle cure garantite a casa per i positivi. È quanto ha stabilito il ministero della Salute che dal 30 giugno ha disposto lo smantellamento delle Usca, le unità speciale di continuità assistenziale che finora hanno seguito i pazienti affetti dal coronavirus e posti in isolamento nelle rispettive abitazioni.
La Asl, dunque, ha dovuto adeguarsi a questa indicazione e – in linea con quanto stabilito dall’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì – si è organizzata sviluppando una rete alternativa di assistenza. A formarla sono i medici di base e i componenti delle ex unità speciali impegnate sul territorio. Questi ultimi, che per tutto il periodo di operatività delle Usca sono stati di fatto alle dipendenze del ministero, passano sotto il controllo dell’azienda sanitaria che – come appunto previsto per tutte le Asl abruzzesi – a proprie spese ha messo sotto contratto i professionisti finora impegnati nell’assistenza a casa. Ad attivare le unità mobili saranno i medici di base. Tramite un numero telefonico unico, attivo sette giorni su sette, questi potranno richiedere esami diagnostici o trattamenti terapeutici che personalmente non sarà in grado di eseguire su un loro pazienti contagiati. Il sistema, in sostanza, prevede che il positivo sia preso in carico in prima battuta dal medico di famiglia che, in caso di necessità, può attivare l’intervento le unità mobili. La struttura di bivio Bellocchio è stata individuata come sede operativa in cui i pazienti saranno sottoposti a esami ematochimici, ecografia polmonare e quant’altro necessario per la diagnosi Covid o anche ricevere terapie con antivirali e altri trattamenti. Della rete approntata dalla Asl fanno parte anche team territoriali, che coprono la costa e l’entroterra teramano, coordinati da Eleonora Sparvieri, già responsabile della sede di Bellocchio.
«In un momento dove i contagi non scendono è importante mantenere alta l’attenzione sul territorio anche e soprattutto per evitare ospedalizzazioni inutili», sottolinea il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, «chiedo ai medici di medicina di base un atteggiamento collaborativo come già dimostrato in questa pandemia». Il manager tiene a precisare, infatti, che «solo con il lavoro di squadra riusciremo a sconfiggere questo virus definitivamente: lo sforzo economico che dovremo sostenere è assolutamente giustificato». Per Di Giosia si tratta di «soldi ben spesi per garantire la salute pubblica».
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