OFENA. È stato il coinquilino a fare la tragica scoperta ieri mattina e a dare l’allarme: Mihai Atomulesei era riverso a terra senza vita, inutili i soccorsi del 118. Secondo gli inquirenti l’ipotesi più accreditata è che il pastore 46enne originario della Romania sia stato ucciso da un malore, che lo ha colpito mentre si trovava nella sua casa di Ofena, senza dargli scampo. Anche perché aveva qualche problema di salute, mentre sul suo corpo e nell’abitazione non sono stati trovati visibili segni di violenza o di colluttazione che possano far pensare ad altro.
Ma gli inquirenti – a indagare sono i carabinieri di Sulmona competenti per territorio – non vogliono tralasciare altre ipotesi: per vederci chiaro, quindi, è stata richiesta una ricognizione cadaverica del medico legale che dovrà confermare la causa naturale della morte, oppure chiedere ulteriori accertamenti. E così il paese di Ofena si ritrova di nuovo scossa da un lutto e da un’indagine. Meno di un anno fa, infatti, il giallo di Emidio Palmeri, l’allevatore di cavalli 28enne che prima fu trovato ferito alla testa da una pistola abbatti buoi, fu curato e dimesso dall’ospedale; poi, 27 giorni dopo, fu ritrovato senza vita vicino alla casa dei genitori.
Atomulesei lavorava lì come pastore per un’azienda locale. Era in Italia da tempo, aveva lavorato come pastore per diverse realtà della zona – ad Ofena ma anche ad Ocre – ed era conosciuto e anche molto apprezzato nel suo campo.
Nell’Aquilano, secondo chi lo conosceva, viveva da solo: la madre abita e lavora in Nord Italia, la compagna invece si trova in Romania. Condivideva quindi l’appartamento a Ofena con il connazionale che ha fatto la tragica scoperta del suo corpo senza vita.
Solo dopo la ricognizione cadaverica – ed eventuali ulteriori accertamenti che la procura potrebbe decidere di richiedere – sarà dato il nulla osta alla famiglia per celebrare i funerali e dargli l’ultimo saluto. (l.t.)
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