PESCARA. Sono passati cinque anni da quando 84 famiglie hanno dovuto lasciare le case in cui vivevano, tre palazzi di via Lago di Borgiano, a Rancitelli, per essere sistemate altrove. Gli edifici ai numeri civici 14, 18 e 22 erano a rischio crollo, inagibili, perché costruiti con un cemento scarso e pochi ferri, lesionati dal terremoto. L’abbattimento annunciato in questi anni è realtà. I mezzi della Rad Service di Perugia sono entrati in azione ieri e finiranno tutto in 180 giorni. In quell’area, una volta ultimata la demolizione promossa dall’Ater, il Comune realizzerà una piazza, un’area verde per il quartiere contrassegnato da un forte degrado: i tre palazzi sono stati più volte occupati dai disperati e nella zona si spaccia, dicono i residenti che denunciano la difficile convivenza con alcune famiglie e chiedono più controlli.
I LAVORI «Questi edifici non erano idonei a livello sismico, la situazione andava sanata», ha detto il presidente dell’Ater Mario Lattanzio. Era affiancato dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dal sindaco Carlo Masci, che ha tagliato il nastro, da assessori e consiglieri comunali e regionali, a testimoniare l’importanza del «traguardo raggiunto», ha sottolineato Lattanzio parlando dell’impegno di Vincenzo Rivera, e della Regione, che ha avviato il percorso nella precedente legislatura mentre negli ultimi anni «l’ha portato avanti Sospiri». Se in una prima fase sono stati svuotati degli arredi gli appartamenti del civico 22, ora si sta provvedendo a rimuovere infissi e impianti e nei prossimi giorni comincerà la sua demolizione, dai piani alti (durerà un paio di mesi). L’obiettivo è di finire tutto prima dei 6 mesi, ha spiegato Alfonso La Civita, progettista e direttore dei lavori. Il progetto è da un milione e 350mila euro.
LA PIAZZA Al posto dei palazzi ci sarà una piazza, con fontana e verde, voluta dal Comune. «Avevamo detto che saremmo intervenuti nelle periferie e lo facciamo», ha commentato Masci ricordando gli impegni presi in campagna elettorale e l’imminente abbattimento del Ferro di cavallo. «Qui si aprirà uno spazio verso via Lago di Capestrano e la piazza sarà un punto di aggregazione. Sarà un quartiere più vivibile, si potrà riscoprire la socialità», ha aggiunto. Con i fondi a disposizione (due milioni e 300mila euro) si interverrà sul palazzetto di via Lago di Borgiano, il campo da calcio Donati e la bocciofila. Tutto con fondi Cipe», ha detto il presidente della commissione Lavori pubblici Massimo Pastore. «I fondi sono stati assegnati alla Regione che ha individuato gli interventi, cioè la demolizione dei fabbricati e la piazza, per limitare il forte ammasso di cemento che in questa zona ha creato problemi», ha sottolineato l’assessore Isabella Del Trecco ringraziando la Regione per «la sensibilità per il quartiere. E sempre con delibera Cipe è stato finanziato l’abbattimento del Ferro di cavallo che l’Ater realizzerà nei prossimi mesi: la sinergia tra enti sta concretizzando qualcosa che sembrava impossibile», ha concluso facendo notare che l’Ater finirà lo sgombero a luglio.
«Oggi concludiamo il lavoro iniziato con il presidente D’Alfonso, che siamo riusciti a portare avanti grazie alla collaborazione di Rivera e dell’assessore Liris che ci hanno aiutato a salvare il finanziamento», ha detto Sospiri. E poi: «via Lago di Borgiano e il Ferro di cavallo sono due occasioni straordinarie che non intendiamo sbagliare, per cancellare il ricordo e il marchio di periferia da Villa del Fuoco, eliminando le case-alveare che negli anni tante criticità hanno determinato». «Si scrive una nuova pagina di storia per via Lago di Borgiano», per Guerino Testa (Fdi). «È il più grande passo in avanti compiuto in questi anni», per Maria Luigia Montopolino (Lega), «il primo segnale concreto di ritorno alla normalità».