TERAMO. Nell’ultimo anno di mandato l’amministrazione guidata da Gianguido D’Alberto intende mettere in atto, o quantomeno programmare, una redistribuzione degli uffici comunali, che tuttavia potrà completarsi solo negli anni a venire, con l’avanzamento della ricostruzione post-sisma degli edifici pubblici in centro. Il piano comporterà la liberazione di parte degli spazi del Parco della scienza attualmente utilizzati dal Comune e un ripensamento generale della grande struttura della Gammarana ricavata nell’ex Gavini.
Il primo spazio del Parco della scienza a essere liberato potrebbe essere quello del Ced del Comune. «È mia intenzione riportare il Ced in centro», dice il sindaco, «ma vanno valutati e ottimizzati il più possibile i costi dell’operazione. Al posto del Ced non è escluso un ampliamento dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, che sta per trasferirsi al Parco della scienza, e dei nostri uffici tecnici. Molto dipenderà dalla ristrutturazione post-sisma di palazzo Pompetti (l’edificio di piazza Martiri della Libertà che ospitava gli uffici tecnici prima del sisma, ndr), che segue una procedura privata e non pubblica».
Una cosa è certa, per D’Alberto: «Il Parco della scienza in questi anni è diventato un punto di riferimento strategico nelle varie emergenze – sisma, neve e Covid – non solo per la città ma per l’intera provincia. Su quella struttura dobbiamo investire per far sì che diventi sempre più multifunzione. Era nata come luogo dedicato alla divulgazione scientifica, poi è stata utilizzata per altre finalità e ha acquisito una dimensione strategica importantissima. Basti pensare alle vaccinazioni Covid: dopo che l’hub all’università è stato chiuso il Parco della scienza ha salvato la campagna vaccinale, consentendo di fare anche duemila dosi al giorno. Quando si riapriranno spazi in centro per gli uffici e il consiglio comunale il Parco va ripensato e reso un luogo che, oltre che alla gestione delle emergenze, può rispondere alla carenza di spazi per associazioni, istituzioni ed eventi».
Per ora non c’è un progetto e non è stato individuato un canale di finanziamento, anche se D’Alberto pensa prevalentemente ai fondi europei 21-26. «Di sicuro», conclude il sindaco, «andrà potenziato e innovato l’auditorium, cosa che non è stato possibile fare dal sisma in poi perché quello spazio ospita il consiglio comunale, e andrà affrontato il nodo della viabilità e dei parcheggi, che è un po’ il vulnus della struttura. Gli spazi da adibire a parcheggio nelle vicinanze ci sono, vanno attrezzati».
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