PESCARA. «Abbiamo raggiunto un risultato eccezionale, ora Pescara non sarà più una città senza storia». Il sindaco Carlo Masci commenta così la notizia giunta da Roma giovedì sera e pubblicata ieri sul Centro, del finanziamento assegnato dal ministero al capoluogo adriatico per realizzare un parco archeologico nell’ex campo di calcio del Rampigna, in via Spalti del re. Il dicastero della Cultura, guidato da Dario Franceschini, ha stanziato per il 2023, per il progetto presentato dalla Soprintendenza alle belle arti e paesaggio d’Abruzzo, 4,2 milioni di euro. Altri 3,5 milioni dovrebbero arrivare con un secondo lotto nel 2024, per un totale di 7,7 milioni di euro. «I lavori partiranno nel 2023 e si concluderanno tra tre anni», ipotizza Masci.
Sindaco, lei è stato il primo a credere nella realizzazione di un parco archeologico. Ora, finalmente, si potrà fare. È contento?
«Questa notizia mi riempie veramente di gioia. Due anni fa, quando si doveva riqualificare il campo Rampigna, io andai sul posto con la Soprintendenza e ordinai di bloccare il posizionamento del manto erboso per cominciare a scavare sotto il campo, perché da decenni si parlava di alcuni resti archeologici nel sottosuolo. Si scavò e dopo pochi metri uscirono fuori i resti della prima pescarese, ossia i resti di una donna e suppellettili di 2.400 anni fa. Facemmo questa scoperta incredibile e allora bisognava decidere se continuare i lavori per fare il nuovo campo di calcio ricoprendo tutto, oppure bloccare i lavori, dirottare i soldi verso altri impianti sportivi e decidere di investire sulla storia di Pescara».
Bloccò i lavori, ovviamente.
«Quella decisione che io presi, insieme alla maggioranza e alla Soprintendenza, di bloccare i lavori non venne assunta a cuor leggero perché c’era un appalto in corso. Trasferimmo i soldi su altri impianti e chiedemmo al ministero i fondi per fare il parco archeologico, perché noi ci crediamo e ci deve credere anche il ministero. Così la Soprintendenza realizzò un progetto. Scrissi al ministro per chiedere di investire sulla storia di Pescara. Era quasi una scommessa impossibile. Di scommesse impossibili, del resto, ne stiamo facendo tante e ci stanno riuscendo tutte: penso al Ferro di Cavallo, all’ex Cofa e ora il Rampigna. Era il mio solito azzardo di cuore per fare più del massimo per Pescara e ora arriva questa bella notizia, che devo dire mi era stata già anticipata dalla Soprintendenza. Il ministro ha preso a cuore questa operazione di Pescara. Questo finanziamento, tra l’altro, potrebbe essere un primo lotto, perché i fondi potrebbero arrivare a 7,7 milioni in totale».
Con questi soldi ce la farete a realizzare il parco archeologico?
«Il primo progetto prevedeva una spesa di 12-13 milioni di euro, ma il ministero ha chiesto alla Soprintendenza di rimodularlo a 7,7 milioni. I soldi andranno alla Soprintendenza. Comunque, con 4,2 milioni già si realizzerà un intervento importante. Così Pescara che è la città più moderna d’Abruzzo, definita la città senza storia, oggi avrà il suo parco archeologico, una storia che affonda le radici prima di Cristo».
Che tempi prevede?
«Il primo finanziamento è per il 2023. Per realizzare tutto il progetto penso che ci vogliano tre anni. Ma la novità più importante è che Pescara conquista uno spazio storico nel panorama nazionale. Una cosa inimmaginabile fino a poco tempo fa. Questo intervento del museo archeologico, tengo a precisare, non è una monade che non ha nulla intorno, perché se si va a vedere sotto al rilevato ferroviario c’è il bastione San Vitale del 1500 che è rivenuto fuori e Rfi anche lì sta realizzando uno spazio museale per 1,2 milioni di euro. A tutto questo si aggiungono la riqualificazione del Circolo canottieri, il Bagno borbonico, il mosaico romano che dobbiamo tirare fuori, il museo dell’Ottocento, L’Imago museum e ora sta sorgendo il museo Pazienza. Quindi, tutta quella parte della città diventerà una zona archeologica museale».