CAMPLI. Entra nel vivo il recupero della grande volta incannucciata, crollata nel 2014 all’interno di palazzo Rozzi a Campli. La struttura, completamente decorata, costituiva la copertura del salone d’onore della storica residenza nobiliare. L’intervento, nato dalla volontà della soprintendenza, è stato sostenuto dal Comune con il coinvolgimento dell’università della Tuscia che ha già partecipato ai lavori di ricomposizione post-crollo della volta della basilica di San Francesco ad Assisi.
Il progetto ricalca proprio quell’esperienza e consiste nel recupero e nella ricomposizione dei frammenti della decorazione della volta incannucciata, con particolare attenzione al riquadro figurato centrale: un vasto ottagono decorato con una scena allegorica raffigurante l’Apoteosi di Ercole o il Carro di Apollo, opera che potrebbe risalire al tardo XVIII secolo.
La collaborazione tra soprintendenza e università della Tuscia, con i docenti del Laboratorio di restauro “Dipinti murali” Paola Pogliani, Valeria Valentini e Mark Gittins, a seguito di numerose ricognizioni ha portato alla definizione di una metodologia specifica per il recupero. I lavori sono stati condotti da un’equipe di giovani restauratori e studenti, Davide Vigliotti, Sofia Annerilli, Riccardo Vettraino e Francesca Groppi, Matteo Bianchi, Serena De Santis, Nicole D’Orazio ed Elena Mosconi. Il loro coinvolgimento è stato possibile grazie al sostegno dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Agostinelli che ha fornito supporto logistico, organizzativo ed economico.
I frammenti saranno temporaneamente depositati negli spazi del convento di Sant’Onofrio, a disposizione della Soprintendenza. Si tratta, dunque, di un lavoro di squadra, in collaborazione tra enti pubblici, formalizzato con un apposito accordo operativo che trova nella conservazione e tutela del patrimonio culturale il suo obiettivo e che ha già portato in pochissimo tempo a dar vita al progetto. Il lavoro vuole essere anche momento di partecipazione della comunità per cui sono previsti momenti di condivisione in itinere dei risultati dell’intervento avviato. Gli enti coinvolti nell’operazione, inoltre, daranno la più ampia diffusione agli esiti del lavoro svolto.