PESCARA. I balconi cascano a pezzi, sotto i terrazzi si sono formate delle bolle di umidità, i muri presentano dei distacchi di cemento. Lo stabile di cinque piani (quattro più uno rialzato) in via dei Marsi 28 è stato dichiarato pericolante. Lo sostiene una relazione dei vigili del fuoco pervenuta al Comune, che ha immediatamente emanato una ordinanza nella quale si dispone «la verifica strutturale dell’intero fabbricato e il monitoraggio costante dello stesso per problematiche relative alla stabilità» dell’edificio che ospita circa 25 famiglie.
Alcuni inquilini non sapevano nulla del provvedimento fino a qualche giorno fa. Altri si sono dichiarati «turbati e preoccupati» dopo aver appreso la notizia e altri ancora si sono mostrati «infastiditi».
Nell’ordinanza numero 16 del 12 gennaio scorso, firmata dal dirigente del settore Lavori pubblici del Comune Fabrizio Trisi, viene spiegato che «a seguito di segnalazione da parte del comando dei vigili del fuoco pervenuta il 30 novembre 2022, nella quale si evidenziano situazioni di rischio per l’incolumità pubblica e privata», e considerato «lo stato di potenziale pericolo derivante dallo stato di dissesto strutturale accertato dai vigili del fuoco», il fabbricato «viene posto», scrive il Comune, «sotto costante monitoraggio, anche strumentale, da parte di un tecnico abilitato, al fine di rilevare evoluzioni del dissesto riscontrato e predisporre ogni eventuale misura di salvaguardia preventiva ritenuta più opportuna».
Il Comune precisa che dall’esame dei vigili del fuoco emerge «un quadro fessurativo che se pur non indicativo di condizioni di pericolo imminente, non consente di escludere possibili evoluzioni negative nel tempo». E ha ordinato «interventi di messa in sicurezza dell’intero fabbricato attraverso un cronoprogramma», e che se dovessero volgere al peggio sarebbe necessario «dichiarare l’inagibilità dell’intero stabile». E tra i condomini serpeggiano ansia e preoccupazione. «Non ne sapevo nulla” risponde al citofono dal quarto piano un neo papà residente nel palazzo da un anno, «non mi è arrivata alcuna comunicazione. Sapevo di muffe sui muri, ma addirittura pericolante era difficile immaginarlo. Questo allarme mi mette molta agitazione».
«Sono molto turbata», è la reazione di un’altra inquilina ignara del provvedimento, «non sono andata all’ultima assemblea di condominio. Ma quando lo hanno deciso?».
L’allarme dell’amministrazione è arrivato sulla scrivania dell’amministratore di condominio, Paolo Sola, al quale è stato chiesto «di adottare le opportune opere necessarie a garantire la tutela della pubblica e privata incolumità».