PESCARA. «Per gli stabilimenti, oltre al danno anche la beffa». Riccardo Padovano, presidente del sindacato dei balneatori Sib Confcommercio, liquida così le sentenze del tribunale di Pescara con cui sono state respinte le richieste di alcuni concessionari di risarcimento danni nei confronti del Comune. Risarcimento richiesto a seguito degli sversamenti dei liquami in mare avvenuti nell’estate del 2015 a causa della rottura di una condotta fognaria.
«Sicuramente i balneatori che hanno presentato la richiesta sono quelli che sono stati più danneggiati per il mare sporco», ha detto Padovano, «una vicenda di cui non sono responsabili gli stabilimenti balneari. Se hanno fatto la causa è perché il danno è stato provocato da un soggetto esterno». «Quindi, ora oltre al danno subìto, c’è anche la condanna a pagare oltre 100mila euro di spese processuali. Non si capisce perché se uno vince la causa non deve pagare nulla e se perde deve rimborsare tutte le spese di giudizio, in questo caso quelle sostenute dal Comune. Sarebbe più giusto che ognuna delle parti in causa si pagasse i propri avvocati». «Comunque, è una brutta stangata per i balneatori che hanno fatto causa», ha fatto presente il presidente della Sib Confcommercio, «se si vince una causa contro gli enti pubblici le spese si compensano; invece, se si perde, la parte soccombente deve rimborsare interamente chi ha vinto. Questa è una cosa che non capisco. Fatto sta che i balneatori in questo modo hanno subìto due volte i danni».(a.ben.)