PESCARA. Lo scontro tra Regione e ministeri sul piano di riordino della rete ospedaliera diventa una partita a tre e si trasforma in fuoco incrociato. Il centrosinistra, infatti, spara a zero sulla giunta Marsilio, rompendo il silenzio a due giorni dalla pubblicazione, da parte del Centro, del verbale con cui il Tavolo di Monitoraggio del Decreto Lorenzin boccia la proposta del centrodestra abruzzese. Uno stop, imposto dai ministeri della Salute e dell’Economia, oltre che dall’Agenas, che si riassume nel no alla creazione di 4 ospedali di pari livello nei capoluoghi di provincia. In sintesi l’Abruzzo deve scegliere un solo ospedale (Pescara) da promuovere a Dea di II livello a discapito degli altri. La giunta regionale però non ci sta e annuncia battaglia. Ma finisce nel mirino dell’opposizione.
«Da un anno denunciamo la paralisi della sanità a causa della mancata programmazione. Dopo tre anni di governo di centrodestra tutto il comparto è fermo: non ci sono atti di programmazione completi ed efficaci, gli ultimi sono quelli della ex giunta di centrosinistra; non ci sono investimenti, nonostante la mole di risorse sia forse la più imponente degli ultimi anni», affermano i consiglieri regionali del Pd, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto.
«Il risultato è l’esplosione della mobilità passiva, significa che migliaia di abruzzesi sono costretti ad andarsi a curare fuori, perché sul territorio presidi e servizi non riescono a rispondere alla richiesta di prestazioni accumulata fin qui ed esplosa dopo due anni di emergenza Covid. Sull’impasse che anche l’ultimo Tavolo di monitoraggio ministeriale mette nero su bianco con una sonora bocciatura, richiamando la Regione all’azione, siamo stati i primi a lanciare l’allarme», incalzano Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto,Marianna Scoccia e Sandro Mariani, «ben sapendo quanto sia importante la programmazione per portare avanti una sanità capace di dare risposte alla comunità. Invece in Abruzzo da quando c’è il centrodestra la governance manca, infatti i tecnici ministeriali strigliano la Regione sulla rete ospedaliera, sulla prevenzione oncologica, sui punti nascita, sulla gestione del soccorso e ora anche sulla mobilità passiva, chiedendo in modo sempre più sostenuto documenti, scelte e investimenti. Invece», conclude l’opposizione, « è tuto fermo e lo sarà finché chi governa non smetterà di fare propaganda e amministrerà questo comparto così sensibile e delicato. I nuovi ospedali annunciati non ci saranno mai senza atti e scelte coerenti che ad oggi non ci sono. Il centrodestra suona la solita musica: fatta di chiacchiere e pochi fatti e questo il confronto con il Tavolo di monitoraggio lo certifica in modo chiaro e forte già da tempo». (u.c.)