VASTO. Dovranno comparire il 7 luglio dinanzi alla Commissione di vigilanza della Regione Abruzzo il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael e l’assessore alla sanità, Nicoletta Verì, per motivare le ragioni delle due ultime nomine a primario nei reparti di Cardiologia e Geriatria dell’ospedale San Pio. Il presidente della Commissione, Pietro Smargiassi (M5S) ha rinviato l’incontro per permettere a Schael di tornare dall’estero. A Schael si chiede di motivare decisioni discutibili e contestate.
Il malcontento dei sanitari per il ripetersi di queste “anomalie” è testimoniato dalla lettera che il direttore dell’ambulatorio di Geriatria del Day hospital geriatrico, il dottor Orazio D’Alessio ha scritto al Centro. «La meritocrazia è stata schiaffeggiata e umiliata», ha scritto D’Alessio. «Dopo 45 anni di lavoro in ospedale di cui 23 nel ruolo di primario dell’Unità operativa complessa di Geriatria che non ha mai creato problemi, lascio la sanità pubblica con profonda amarezza», annuncia D’Alessio. «Per amore di verità e rispetto del reparto che dirigo da 23 anni devo fornire chiarimenti e dissentire sulle motivazioni che hanno indotto il direttore generale a scegliere la terza classificata al concorso da primario al posto della prima. La dottoressa Claudia Sacchet dopo aver maturato 20 anni di esperienza in Unità operativa complessa di Geriatria di grandi ospedali ha chiesto il trasferimento a Vasto per motivi familiari. In questi anni ha contribuito a diffondere la cultura geriatrica nel territorio. Schael ha motivato la sua scelta sulla patologia respiratoria, ma la patologia viene curata in modo eccellente dalla dottoressa Sacchet». Il direttore D’Alessio ricorda quanto fatto dal medico snobbato da Schael e aggiunge: «Senza mancare di rispetto alla terza classificata con cui ho lavorato», dice, «va ricordato che la dottoressa Sacchet è presidente interregionale Abruzzo e Molise del Sigot, Società italiana Geriatria, ospedale e territorio) e referente regionale per lo studio delle demenze. Una professionista le cui capacità sono unanimemente riconosciute».
All’ospedale San Pio la vicenda ha creato non poco disappunto. E nel frattempo il Pronto soccorso scoppia. Thomas Schael ha promesso l’arrivo di nuovi medici ma intanto i pochi medici in servizio devono occuparsi di oltre 120 prestazioni al giorno. (p.c.)
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