PESCARA. Ha due facce la reazione degli esercenti sulla decisione emessa dal Tar in merito alla determina sui tavolini all’esterno.
Se da un lato l’aver anticipato l’udienza di merito sul ricorso al 12 maggio, restringendo i tempi che generalmente sono più ampie per dirimere questioni di questo tipo viene vista positivamente, dall’altro il congelamento di tutto per quattro mesi raffredda gli entusiasmi. «Ci aspettavamo la sospensiva del provvedimento da subito», ammette Filippo De Bonis, uno dei referenti dei locali del distretto di piazza Muzii che hanno impugnato l’atto, «ma il fatto che l’udienza sia stata anticipata al 12 maggio, poiché è stato evidenziato l’interesse della questione, ci fa ben sperare che questa estate non avremo impedimenti. Ci sono tante attività che puntano molto sui tavoli esterni, anche perché fa parte del piano di un imprenditore sfruttare tutto lo spazio che ha a disposizione. Forse sarebbe più opportuno che il Comune andasse incontro alle attività e con esse stabilisse una linea di dialogo, anziché trovarsi a dover pagare i ricorsi come potrebbe accadere a maggio».
«Stringendo i tempi della sentenza definitiva, hanno compreso le ripercussioni che un provvedimento del genere potrebbe generare sul territorio», analizza Fabrizio Vianale, per Confartigianato, «tuttavia la speranza delle attività era di poter contare sulla sospensiva sin da subito. La richiesta è che il Comune annulli comunque la determina, ma soprattutto che si sblocchi lo stallo evidenziato da diversi associati che si è generato in Comune sul rilascio delle autorizzazioni».(m.pa.)