ROCCAMORICE. Fine emergenza. L’acqua è tornata potabile nei 15 Comuni della Val Pescara costretti a chiudere i rubinetti, da mercoledì scorso, dopo gli allarmi lanciati da Asl e Arta sull’alta carica batterica registrata in alcuni punti della sorgente La Morgia.
I sindaci avevano emanato ordinanze per avvisare la popolazione. Dopo tre giorni di disagi per l’utenza interessata, il cessato allarme è arrivato ieri dal dipartimento sanitario Asl- unità operativa complessa Igiene degli alimenti e della nutrizione, diretto da Amalia Scuderi. «Considerati i provvedimenti adottati e gli esiti favorevoli dei controlli analitici, si ritiene di poter ripristinare l’utilizzo a scopo potabile e alimentare dell’acqua, destinati al consumo», si legge in una nota (protocollo numero 0089539/22) inviata dalla direzione sanitaria all’ingegner Lorenzo Livello dell’Aca e ai Comuni di Roccamorice, Lettomanoppello, Cugnoli, Nocciano, Civitaquana, Catignano, Abbateggio, Serramonacesca, Turrivalignani, Manoppello, Caramanico Terme, Bolognano, San Valentino in Abruzzo citeriore, Scafa e Alanno.
Il flusso dell’acqua dei rubinetti era stato interrotto per fini alimentari, l’uso consentito solo dopo la bollitura. L’origine del problema, secondo l’Arta, è di «natura batteriologica», ma sono in corso ulteriori indagini di approfondimento. Dopo i campionamenti effettuati dai tecnici Asl lungo il corso delle sorgenti La Morgia, in territorio di Roccamorice, l’Arta ha reso noti gli indici finali. «I parametri dell’escherichia coli, batteri coliformi e clostridium perfringens», spiegano dall’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente, «che avevano superato le 12 e le 4 unità, e che potenzialmente potevano destare preoccupazioni, sono tornati a zero, cioè alla normalità. Stesso risultato per gli enterocchi, che inizialmente avevano toccato le 2 unità. L’acqua potabile può tornare a scorrere dai rubinetti» sin da ieri. A maggiore conferma, la Asl scrive: «Gli esiti analitici pervenuti dall’Arta in data odierna (ieri) hanno evidenziato la conformità, in post clorazione, dei parametri microbiologici».
Tra gli incidenti di percorso che hanno accompagnato i disguidi in merito alla mancata erogazione di acqua potabile nelle abitazioni di 15 Comuni, c’è da registrare il ritardo tecnico legato al malfunzionamento dell’impianto di clorazione che si è bloccato durante gli interventi a causa di una interruzione di fornitura elettrica.