TERAMO. Un’associazione no profit nata dai giovani per i giovani con l’obiettivo, attraverso il cambiamento dell’approccio allo studio delle materie informatiche e digitali, di sviluppare opportunità di lavoro e aiutare i ragazzi e le ragazze del territorio ad accedere al mondo del lavoro rimettendo in moto l’ascensore sociale che è bloccato.
È questa ./cogita Ets che è stata costituita ieri mattina in Provincia dall’idea dell’ingegnere teramano con un passato alla Silicon Valley, fondatore di Conio e capo struttura per l’innovazione tecnologica dell’Inps Vincenzo Di Nicola insieme ai soci Lorenzo Camaione, Davide Di Carlo, Giovanni Di Donato, Marco Mazzoni, Marcello Pichini, Federico Pomponi, Lorenzo Zanotto e la giornalista Pina Manente.
Un battesimo nella sala consiliare dove Di Nicola nel 2017 organizzò il primo corso di informatica moderna e dove fu buttato il seme dell’associazione che ha sede nel Wide Open di Teramo, in uno scambio reciproco con il territorio. I soci di Di Nicola sono suoi ex allievi che a sedici anni parteciparono al corso e furono instradati nel mondo del digitale che li ha portati a ricoprire ruoli non di poco conto in multinazionali del settore e con la voglia di trasmettere ciò che hanno imparato ai giovani per dare loro gli strumenti per emergere e farlo in Italia.
«La meglio gioventù italiana sogna di emigrare per scatenare il proprio potenziale, svuotando, però, il nostro Paese del proprio futuro», ha spiegato Di Nicola, «non vogliamo rimanere inermi di fronte a questa crisi sociale ed economica e siamo in prima linea per ribaltare questa tendenza. Sono tornato in Italia per dare il mio contributo, ho conosciuto questi ragazzi bravissimi al corso e vogliamo dare la stessa opportunità alle nuove generazioni; per questo ringrazio la Provincia che ci ha sempre accordato fiducia e trasporto». Di Nicola e i suoi soci dopo il corso idearono e misero in atto un progetto storico-informatico sulla prima guerra mondiale che fu premiato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Di Nicola ci ha fornito non solo le abilità informatiche, ma una visione del mondo più aperta e globale che non sempre si trova in una città di provincia e questo ha fatto la differenza», hanno detto gli altri promotori, «siamo orgogliosi di poter trasmettere ai ragazzi teramani gli stessi principi restituendo quello che ci è stato dato per far ripartire i territori locale e nazionale: è necessario bloccare l’emorragia di menti verso l’estero, per questo cerchiamo di formare gli studenti per farli rimanere qui».
I soci hanno redatto un manifesto per ribadire l’apertura e l’integrazione con le conoscenze femminili. Le donne nella storia hanno pagato più di tutte le limitazioni nell’ingresso nel mondo scientifico. «Sono certo che questa iniziativa contribuirà a far crescere una nuova cultura digitale collegata al lavoro soprattutto quello dei giovani», ha commentato il presidente Diego Di Bonaventura. «Oggi la generazione digitale si scontra con la carenza strutturale e di competenze digitali», ha concluso il consigliere delegato al Pnrr Giovanni Luzii, «c’è un bando Pnrr di 500milioni di euro per la trasformazione digitale dei Comuni e questi progetti che formano le nuove generazioni sono necessari per non farci trovare impreparati a cogliere al volo queste opportunità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA