OFENA. È intervenuto anche un Canadair per cercare di domare un incendio divampato tra Ofena e Capestrano. Secondo alcuni testimoni il rogo sarebbe stato innescato dalla caduta di un fulmine. Sul posto anche squadre da terra. Il fronte del fuoco rischia di svalicare verso il versante pescarese della montagna.
Intanto, la Regione ha diramato l’allerta incendi da oggi a sabato e disposto il rafforzamento del servizio di pattugliamento e avvistamento sul territorio. «Sulla base dei dati meteo climatici e degli indici previsionali di rischio a disposizione dell’Agenzia regionale di Protezione civile, per la settimana dal 18 al 24 luglio è necessario che il livello di attenzione e quindi risposta operativa alla lotta attiva agli incendi boschivi, assuma carattere di attenzione. A tal proposito sono autorizzate attività di vedette su tutto il territori e in prossimità delle aree di pregio naturalistico come parchi e riserve che possano permettere di avere una adeguata capacità di avvistamento sull’area protetta». L’Abruzzo ha oltre 400mila ettari di foreste, gran parte delle quali situate al di sopra dei mille metri, la restante superficie è occupata da boschi collinari e rimboschimenti realizzati durante il secolo scorso. Le aree naturali protette (3 Parchi nazionali, uno regionale e diverse riserve) rappresentano circa il 30% del territorio regionale. Durante le estati particolarmente siccitose o calde come quelle degli ultimi anni, i boschi abruzzesi sono colpiti da incendi: dal 2007 al 2012 sono stati attraversati dal fuoco ben 30mile ettari di superficie e di questi oltre 15mile erano boschi. Un fenomeno preoccupante visto che gran parte degli incendi ha un’origine dolosa e colpisce i rimboschimenti di conifere, soprattutto di pino nero realizzati a difesa delle infrastrutture e dei centri abitati per lo più della provincia aquilana. A ciò si aggiungano i cosiddetti “incendi di interfaccia” ovvero quelli che interessano le aree di interconnessione tra i centri abitati e le aree naturali dovuti alla scomparsa dell’agricoltura nelle aree marginali di collina e di montagna. Dal 2011 la Regione Abruzzo dispone del Piano antincendio boschivo regionale, nell’ambito del quale è stata effettuata un’analisi del territorio regionale con l’individuazione delle aree a rischio e la descrizione delle attività di intervento. Cardine del sistema è l’attivazione della Sala operativa unificata permanente, ovvero l’integrazione della Sala operativa con due postazioni di carabinieri forestali e vigili del fuoco . (f.d.m.)