GIULIANOVA. «È da considerarsi un fatto davvero grave che l’Ente porto chiuda la porta a un consigliere regionale: un’offesa alle istituzioni, ai cittadini e a tutto il mondo della pesca, che mi rammarica molto. Vogliono evitare che si parli dei problemi del porto». È la dura reazione del vice capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale Dino Pepe che si è visto negare dal presidente del consorzio Valentino Fabrizio Ferrante l’utilizzo della sala conferenze all’interno dei locali dell’Ente Porto. Pepe ne aveva fatto richiesta per illustrare alla stampa l’interpellanza presentata al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore di competenza per conoscere lo stato dei lavori di completamento del porto di Giulianova.
Nella missiva, firmata dal presidente Ferrante, la richiesta di utilizzo della sala viene bocciata per queste motivazioni: «Dopo un’attenta riflessione», si legge, «le comunico che l’Ente Porto essendo direttamente investito dagli argomenti oggetto dell’interpellanza, legittimo atto ispettivo da parte sua, ritiene che svolgere l’incontro con il quale verrà illustrato il contenuto, all’interno della nostra sede, potrebbe creare confusione negli organi di stampa, circa il ruolo dell’ente rispetto a questa azione». La replica di Pepe, condita con un velo di sarcasmo, non si è fatta attendere. «Se sarò costretto a parlare sopra gli scogli, pur di poter svolgere la conferenza stampa, lo farò», ha ironizzato il vice capogruppo del Pd, «è grave che l’Ente Porto, una partecipata al 40% dalla Regione, neghi la propria sala a un consigliere regionale. Oltretutto l’incontro di venerdì (domani ndr) verterà proprio sui problemi che affliggono ormai da tempo il porto di Giulianova, come ad esempio il completamento della diga esterna nord: sono venuto diverse volte a fare sopralluoghi e rilievi, con l’intento di dare una mano alla marineria giuliese, già vessata da tante problematiche, e a sollecitare gli interventi. È piuttosto risibile la motivazione addotta da Ferrante, con la quale mi viene negato l’utilizzo della sala conferenze. Secondo il presidente infatti, la mia presenza all’interno dei locali dell’ente, creerebbe confusione ai giornalisti. L’unica grave confusione che invece registro, è quella della giunta regionale e soprattutto di chi amministra il porto: sono tre anni ormai di blocco totale su ogni intervento che possa favorire sia la pesca che il diporto».
E così conclude: «Chiudere le porte a un consigliere regionale che vuole parlare dei problemi della pesca, dell’insabbiamento del porto, dei lavori ancora non conclusi, è come mettere un bavaglio, e la comunità marinara di Giulianova sicuramente non lo merita».
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