L’AQUILA. Tre mesi di tempo al Comune per approvare il piano del rumore. Se l’ente non rispetterà la scadenza, i cittadini sono pronti a chiedere il risarcimento danni.
la diffida
La diffida è stata inviata al Comune dall’associazione “Cittadini per il centro storico” «affinché provveda», spiega la presidente Claudia Aloisio, «ad approvare il piano del rumore entro il 5 novembre 2022, termine di legge per la definizione del procedimento avviato lo scorso 5 novembre. Si tratta di uno strumento fondamentale per il vivere civile e la tutela del benessere dei cittadini, il cui procedimento attuativo è stato dapprima avviato e poi, inspiegabilmente, accantonato. Quest’iniziativa, come altre che seguiranno, intende porre il tema del modello di sviluppo del centro storico e ci auguriamo che il Comune si renda disponibile a un ampio confronto sul tema. Riteniamo che in città non ci sia un problema di sicurezza. Piuttosto ci chiediamo cosa succede se il suo centro storico, ristrutturato con ingenti contributi pubblici a seguito del terremoto, verrà occupato solo da bistrot, ristoranti e locali, svuotandosi di quei cittadini che dopo il sisma sono tornati o che per la prima volta sono arrivati; ci chiediamo cosa accadrà se l’economia del centro della Città viene definitivamente strutturata e basata solo sul settore della ristorazione e somministrazione di bevande e se dove prima c’erano negozi di prima necessità, case, eventi culturali, rimangono solo wine bar, pub-discoteche e bed and breakfast. L’associazione “Cittadini per il Centro storico”, chiedendo che il Comune si adoperi perché vengano presi i provvedimenti che le norme impongono, si pone anche l’obiettivo di mettere in luce le criticità del processo che altri hanno chiamato di “foodification”, inteso come unica possibile via di sviluppo economico del centro».
risarcimento danni
Nella diffida viene ripercorso l’iter – partito il 5 novembre 2021 – avviato dal Comune per la redazione del Piano di classificazione acustica. Per il completamento c’è un anno di tempo. «Il 21 gennaio scorso», fanno notare i cittadini, «il settore Ambiente ha pubblicato l’avviso di manifestazione di interesse per l’affidamento del servizio relativo alle attività di redazione del piano, ma non risulta che l’avviso abbia avuto alcun seguito. Dagli atti pubblicati sull’albo pretorio emerge che il procedimento sia del tutto fermo, nonostante sia prossima la scadenza. Trascorso tale termine», concludono, «verrà formalmente richiesto al presidente della Regione di sostituirsi, previa diffida, all’amministrazione comunale e si procederà con specifiche azioni per il risarcimento del danno».
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