TERAMO. Per ora c’è spazio solo per il dolore di una famiglia. Per tutto il resto proverà l’inchiesta giudiziaria a dare delle risposte sul perché della morte di Carlo Auricchiella, 68enne teramano amministratore di condominio deceduto all’ospedale Mazzini a causa di un attacco cardiocircolatorio insorto dopo aver fatto l’esame della colonscopia.
Le prime dovranno arrivare dall’autopsia (fissata per domani) disposta dal sostituto procuratore Silvia Scamurra e affidata al medico legale Raffaele Giorgetti e all’anestesista Antonio Barboni di Ancona. Saranno i risultati dell’esame a mettere i necessari punti fermi attesi dal magistrato per dare una direzione precisa all’indagine e capire se ci sia un collegamento di causa effetto tra l’esame e il successivo attacco cardiocircolatorio o sei i due eventi non siano collegati. Per ora nel fascicolo degli indagati ci sono due medici accusati di omicidio colposo: per loro si tratta un atto dovuto da parte dell’autorità giudiziaria in presenza di un esame irripetibile come quello dell’autopsia, un atto necessario per consentire a tutti di nominare dei propri consulenti per partecipare all’esame autoptico.
L’inchiesta della Procura teramana è scattata dopo la denuncia dei familiari dell’uomo, molto conosciuto e stimato in città proprio per la sua attività professionale. Il 68enne è deceduto nella giornata di venerdì e per ieri erano fissati i funerali che, in seguito all’inchiesta giudiziaria, sono stati bloccati e rinviati.
Secondo una prima ricostruzione della dinamica degli eventi l’uomo, dopo aver eseguito l’esame che si sarebbe svolto regolarmente e sarebbe andato bene, durante la fase del risveglio avrebbe avuto un primo attacco di cuore. Dopo i soccorsi immediati, ci sarebbe stata una ripresa del paziente che nel frattempo sarebbe stato portato al pronto soccorso. Qui, sempre secondo una prima ricostruzione della dinamica dei fatti, avrebbe avuto un secondo attacco cardiocircolatorio e dopo qualche ora sarebbe deceduto. Successivamente i familiari hanno presentato denuncia ai carabinieri ed è scattata l’inchiesta della Procura. Nella mattinata di ieri il pm ha disposto il sequestro della cartella clinica e di tutti gli accertamenti medici che sono stati svolti a cominciare proprio della colonscopia.
Ora si attendono i primi risultati dell’autopsia anche se, come sempre più spesso accade in tutte le inchieste per presunte colpe mediche, i tempi per le ricostruzioni si annunciano sicuramente lunghi.
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