TERAMO . «Maldestro tentativo di un confronto impossibile». Il sindaco Gianguido D’Alberto bolla così – tacciandolo come una «prevedibile strumentalizzazione politica» – il paragone fatto da “Futuro in” tra il municipio di Torricella Sicura e la sede del Comune di Teramo. Il primo cittadino da presidente regionale dell’Anci si complimenta con il collega Daniele Palumbi per l’intervento appena portato a termine, ma respinge il polemico accostamento – evocato dal gruppo di opposizione teramano – con l’edificio di piazza Orsini per il quale manca ancora il progetto. Secondo il sindaco il confronto proposto si traduce di una «brutta figura» da parte di “Futuro in” e del suo capogruppo Maurizio Salvi perché tra la due strutture e le relative procedure esistono differenze sostanziali.
«Innanzitutto i fondi per il municipio di Torricella sono stati stanziati nel 2017, mentre quelli per Teramo sono arrivato a metà del 2018 grazie all’allora commissario Luigi Pizzi senza che ci fosse uno straccio d’idea su come intervenire», sottolinea D’Alberto, «la precedente amministrazione non era stata in grado di ottenere nulla». Il sindaco fa notare anche una difformità architettonica e di valore storico. «Il nostro municipio è sottoposto a un doppio vincolo, uno generale e l’altro specifico sulla loggia, dove tra l’altro c’è l’antica farmacia ancora in attività», spiega, «l’edificio comunale, inoltre, fa parte di un aggregato che comprende anche immobili privati e altri negozi con specifiche esigenze di cui si doveva tener conto». La situazione del palazzo di piazza Orsini, insomma, è molto più complessa rispetto a quella del municipio di Torricella abbattuto e ricostruito. «Imparagonabili sono anche le dimensioni, nettamente maggiori quelle della nostra sede», aggiunge D’Alberto, «dove per di più ci sono reperti di epoca romana che comportano un’attenzione ancora maggiore». Nonostante le complessità però, fa rilevare il primo cittadino, «grazie all’ordinanza Teramo, emessa dal commissario Giovanni Legnini e da noi richiesta, la procedura ha subìto un’importante accelerazione che ci permetterà di avere il progetto entro fine anno e aprire il cantiere nella prima parte del 2023».
A detta di D’Alberto, insomma, il rispetto di questo cronoprogramma sarà «un risultato straordinario», considerato che fino all’atto commissariale con cui è stata sbloccata la procedura gli strumenti normativi ordinari risultavano inadeguati ai tempi dell’emergenza. «Siamo consapevoli che dobbiamo ulteriormente accelerare, ma la strada ormai è segnata», assicura il sindaco, «e la situazione del nostro municipio è comunque in linea con quella di altre strutture che presentano lo stesso grado di complessità».
Secondo D’Alberto «stupisce che un gruppo esperto e un consigliere che opera nel settore abbiamo fatto un autogol del genere». La replica da parte del primo cittadino, però, tira di nuovo in ballo le circostanze in cui, nel 2017, cadde la giunta di centrodestra guidata da Maurizio Brucchi. «Le accuse arrivano da un gruppo politico che ha governato 15 anni e nel pieno della tragedia del post-sisma, esclusivamente per interessi individuali, ha messo fine all’amministrazione con un atto di grave irresponsabilità politica dopo anni di blocco a cui abbiamo posto rimedio».
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