CHIETI. Calci, pugni e bottigliate tornano a macchiare la movida di Chieti Scalo. Se non fossero arrivati i carabinieri del Radiomobile, avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi la maxi rissa scoppiata nella notte tra sabato e domenica in viale Benedetto Croce, nella zona dei locali. Almeno una quindicina di giovani se le stava dando di santa ragione all’esterno della Galleria Scalo. L’intervento tempestivo dei militari dell’Arma ha avuto un duplice effetto: interrompere la zuffa e bloccare due responsabili dell’ennesimo episodio di violenza che fa accendere di nuovo i riflettori sulle pericolose storture del divertimento notturno, un tema già più volte affrontato in prefettura durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Un giovane di 17 anni e un amico di 20, entrambi pescaresi, verranno denunciati – rispettivamente alla procura dei minorenni dell’Aquila e a quella di Chieti – per una sfilza di reati: rissa, minaccia, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.
L’allarme scatta verso le 2. Difficile dire quale sia la scintilla che accende la rissa nei pressi del pub Ride ’n’ Roll, all’incrocio con via Penne. O se a fronteggiarsi siano due fazioni ben distinte. Oppure – anche questa è solo un’ipotesi – se sia partito una sorta di tutti contro tutti. In ogni caso è molto probabile che, come è accaduto in circostanze analoghe nel recente passato, l’eccesso di alcol abbia contribuito ad alzare i toni. Il gruppo di giovani, piuttosto nutrito, comincia a picchiarsi in modo selvaggio, utilizzando anche bottiglie di vetro. All’arrivo della pattuglia, con sirene e lampeggianti accesi, è un fuggi fuggi generale. Alcuni ragazzi, pur di fare perdere le loro tracce, scavalcano la recinzione della ferrovia e scappano accanto ai binari. Ma i carabinieri della sezione Radiomobile della compagnia teatina riescono a fermare due dei protagonisti della zuffa.
La coppia di amici, una volta bloccata, inizia ad assumere un atteggiamento di sfida nei confronti dei militari: come se non bastasse la resistenza fisica, volano anche insulti e minacce. È logicamente impossibile, in un contesto del genere, anche solo ipotizzare i motivi alla base della violenza.
La nottata dei due ragazzi, visibilmente ubriachi, termina nella vicina caserma dell’Arma di via Ricciardi. Nonostante la giovane età, entrambi sono finiti più volte nei guai per motivi giudiziari e sono rimasti coinvolti anche in episodi simili. Fino a ieri sera, al pronto soccorso di Chieti non erano arrivati pazienti con ferite riconducibili alla rissa. Adesso si indaga per identificare gli altri violenti.
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