MOSCIANO. Va giù pesante il gruppo di opposizione Obiettivo Mosciano nei confronti dell’amministrazione comunale per un debito fuori bilancio di 4.000 euro scaturito dalla condanna per l’ente in primo e secondo grado. La minoranza parla di «figura barbina» del Comune.
La vicenda prende avvio nel 2016, quando una cittadina marocchina residente sul territorio e con regolare permesso di soggiorno inoltra domanda all’ente per ottenere l’assegno di maternità tramite Inps. Il Comune respinge la richiesta e la querelle termina in tribunale dove la donna vede riconosciuti i suoi diritti e il Comune, non costituitosi, viene condannato alle spese del primo grado. L’amministrazione decide di appellarsi, ma il collegio di secondo grado conferma i diritti della donna e condanna il Comune alle spese di giudizio per entrambi i gradi. Obiettivo Mosciano si chiede: «Perché costituirsi in appello dopo essere stati condannati da contumaci? Perché leggere nella sentenza che il Comune non ha rispettato quanto previsto dalla Convenzione europei dei diritti dell’uomo avendo affermato che si dovrebbe “ridurre la platea dei beneficiari limitandola solo ai titolari di carta di soggiorno?”».
L’opposizione sottolinea che l’amministrazione è passata, dopo le elezioni del 2019, dal sostegno al sindaco di Riace allo slogan “prima gli italiani”. L’assessore alla legalità, Donatella Cordone, incalzata sul punto dalle consigliere Nadia Baldini e Maria Cristina Cianella, ha sostenuto che gli uffici municipali avrebbero applicato la legge. Obiettivo Mosciano afferma: «Il nostro Comune non ha applicato i parametri di uguaglianza di trattamento tra cittadini italiani e stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato, come riportato nella sentenza d’appello. Che imbarazzo, per non dire vergogna!». (al. al.)