ANVERSA DEGLI ABRUZZI. Resta avvolto nel mistero il ritrovamento della salma di un uomo in un sacco a pelo, scoperta da due escursionisti il 30 luglio scorso, ai margini di un sentiero che conduce verso il borgo di Castrovalva. A distanza di una settimana dal ritrovamento di quel corpo in avanzato stato di decomposizione, l’inchiesta portata avanti dai carabinieri della compagnia di Sulmona, coordinata dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, sembra ferma al punto di partenza. Al momento quel cadavere non ha un volto né un nome, si sa solo che appartiene a un uomo dall’apparente età di 70/80 anni e che non presentava alcun segno di violenza. Nemmeno l’autopsia eseguita martedì scorso dall’anatomopatologo Pietro Falco, direttore della medicina legale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, è riuscita a chiarire i dubbi a fornire notizie utili per dare un’identità a quel corpo dal volto sfigurato a causa dello stato di avanzata decomposizione. Saranno necessari ulteriori accertamenti per stabilire sia il periodo del decesso, sia i motivi che hanno causato la morte dello sconosciuto. Ragione per la quale il sostituto procuratore Mariotti ha disposto il trasferimento della salma dall’obitorio dell’ospedale di Chieti, dove è stata eseguita l’autopsia, in una cella frigorifera dell’ospedale di Sulmona dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria per ulteriori esami. Gli investigatori stanno scandagliando gli elenchi delle persone scomparse nelle regioni del Centro Italia ma anche in altre parti del Paese. Al momento nessuna denuncia di scomparsa sembra portare alla salma trovata a Castrovalva. Un’indagine resa ancora più difficoltosa dal fatto di non aver trovato documenti o oggetti accanto al cadavere. Un giallo che sta facendo discutere molto anche i residenti di Anversa, convinti che la vicenda sia totalmente estranea alla loro comunità e che quel corpo sia stato magari trasportato sotto il muretto di uno dei tornanti che porta a Castrovalva, da qualcuno estraneo al territorio. Ma, intanto, dopo i primi giorni in cui in paese non si discuteva di altro, l’attenzione di residenti e turisti sulla vicenda sembra venir meno. E ciò anche a causa dell’inspiegabile silenzio che sta accompagnando le indagini coordinate dalla procura.
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