SULMONA. Pronto il decreto che dà il via ai lavori al metanodotto Sulmona-Foligno. Un’opera che, per il viceministro all’Ambiente e sicurezza energetica Vannia Gava, è «strategica e necessaria allo sviluppo del Paese». In sostanza, così come deliberato dal Consiglio dei Ministri del 5 ottobre scorso, il 2022, il Ministero sta ultimando la bozza del decreto che autorizzerà il progetto definitivo del metanodotto e, contestualmente, darà il via alla costruzione e l’esercizio dell’opera. Il provvedimento sarà alla firma del ministro già nei prossimi giorni. A darne notizia è per l’appunto il viceministro Gava. «Si tratta di un’infrastruttura strategica per l’Italia e per l’Unione europea ai fini della diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento energetico, che consentirà di incrementare le capacità di trasporto del gas proveniente dai punti di entrata della rete nazionale dei gasdotti ubicati nel sud Italia, nonché di potenziare le reti locali esistenti e migliorare il livello di affidabilità della fornitura, assumendo una valenza strategica per l’intero sistema nazionale di trasporto del gas», sottolinea il viceministro. L’opera, inserita nei Piani decennali di sviluppo delle reti di trasporto gas naturale di Snam Rete Gas 2014-2023, costituisce uno dei cinque tratti funzionalmente autonomi della cosiddetta “Linea Adriatica” dei gasdotti ed è annoverata nell’elenco del “project of common interest” approvato dalla Commissione europea. «Ci rendiamo conto e rispettiamo i pareri differenti emersi in conferenza di servizi», aggiunge Gava, «e, tuttavia, il Paese ha bisogno di crescere e svilupparsi dal punto di vista infrastrutturale, sia alla luce della crisi che stiamo vivendo sul fronte energetico, sia per consentirci finalmente di metterci al passo con i tempi e il resto d’Europa. Si tratta, è bene chiarirlo ancora una volta, di obiettivi che non confliggono in alcun modo con i principi dell’ecosostenibilità e della tutela ambientale». Le verifiche saranno affidate a un ente terzo, chiamato ad assumere le soluzioni più idonee. Il Ministero vigilerà e informerà, di volta in volta, gli enti territoriali interessati, a tutela dell’ambiente.
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