SULMONA. Per l’accusa avevano messo su un finto matrimonio per far ottenere la cittadinanza italiana a un extracomunitario. Lei di Sulmona, lui originario della Tunisia: si dovevano sposare in municipio a Sulmona, con tanto di testimoni. Accuse cadute nel corso del processo.
La sposa Camila Trombetta, lo sposo Rochdi Silhame e i due testimoni Filippo De Felice e Alex Gatta sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Secondo il giudice Francesca Pinacchio le prove raccolte dalla polizia, all’epoca intervenuta in municipio, non sono state sufficienti a dimostrare che il reato è stato commesso a dolo specifico con il fine di trarne un ingiusto profitto. Nel dibattimento non è stato provato questo fine, nonostante lo stato di necessità della donna, difesa dall’avvocato Serafino Speranza, che con una situazione precaria avrebbe accettato di fare la parte della sposa. (c.l.)