PESCARA. «Ciao Pescara grazie per essere venuti, per essere qui, fa un caldo pazzesco in questi giorni per cui a maggior ragione vi diciamo grazie per essere qui». Comincia così, al teatro d’Annunzio strapieno, il concerto di Fiorella Mannoia che forse ispirata proprio dal caldo attacca con “I treni a vapore”. Poi dialoga con il pubblico l’interprete, e nell’accennare alla sua esperienza televisiva che dà il titolo al tour, “La versione di Fiorella”, racconta: «Questo tour è un po’ un proseguimento di quella trasmissione, un’esperienza straordinaria che mi ha permesso di incontrare cantanti con i quali non avevo mai duettato prima. Ho avuto anche la fortuna di incontrare scrittori, registi, poeti, pittori, scultori: un’esperienza meravigliosa perché quando incontri delle persone migliori di te c’è sempre da imparare. E io mi sono cimentata a cantare canzoni che non avevo mai cantato prima». È così che introduce Lucio Battisti e la sua “Io vivrò senza te”, per poi raccontare di un’altra esperienza recente, il concertone a Campovolo contro la violenza di genere. «La mia dedica è a tutte quelle donne che non ce l’hanno fatta». E poi l’invito «a denunciare, a scappare».