TERAMO. Una indagine internazionale con tanto di Interpol partita dalla Slovacchia dopo la denuncia di una mamma e arrivata a Teramo con un blitz della direzione centrale della polizia criminale (servizio per la cooperazione internazionale) e dei carabinieri.
La mamma in Slovacchia ha raccontato che la figlia di 23 anni, arrivata in Italia, è stata sequestrata e segregata in casa da un uomo. Non sa esattamente dove, ma le sue indicazioni sono riuscite a far intraprendere la pista giusta agli investigatori con un blitz internazionale in una casa del Teramano dove la ragazza vive con l’uomo e con il loro bambino avuto pochi mesi fa.
Ma la giovane donna agli investigatori racconta che non c’è mai stato nessun sequestro di persona, che l’uomo con cui vive, un pakistano da tempo residente nel Teramano, è quello che sposerà tra qualche mese e che nessuno la costringe a stare in quella casa. Respinge la richiesta di essere ospitata in una comunità protetta e mostra il telefono cellulare che ha con cui, dice, può fare tutte le chiamate che vuole. L’uomo, di qualche anno più grande, è in regola con il permesso di soggiorno e lavora.
Così dopo il blitz la ragazza e il suo bambino sono tornati a casa. Il fidanzato e l’uomo proprietario dell’abitazione in cui la coppia vive, che occupa un altro appartamento, sono indagati per tratta e riduzione in stato di schiavitù. Il fascicolo arrivato sul tavolo del pm Stefano Giovagnoni molto probabilmente nei prossimi giorni verrà trasmesso per competenza (visto il reato contestato) a una Procura distrettuale. Non è stato ancora stabilito se quella dell’Aquila o quella di Ancona. La competenza della Procura dorica nascerebbe dal fatto che la mamma della ragazza accusa un connazionale del fidanzato di averla venduta mentre si trovava ospite di un’amica nell’Ascolano dopo essere arrivata in cerca di lavoro. Ipotesi, quest’ultima, che resta da accertare.
Nel frattempo ai due uomini indagati per il reato di tratta e riduzione in stato di schiavitù sono stati sequestrati i telefoni cellulari. I due sono difesi dagli avvocati Odette Frattarelli e Luca Macci.
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