PESCARA. Una morte improvvisa, che ha lasciato tutti senza parole. Non c’è stato niente da fare per salvare Livio Di Marco, 51 anni, originario di Loreto e residente a Cepagatti, molto conosciuto anche nella zona di Villa del Fuoco, per la sua presenza quotidiana nella parrocchia Madonna del fuoco affidata al fratello, don Carmine. Ieri pomeriggio Livio Di Marco ha raggiunto lo stadio di Pescara per salutare un amico che stava lavorando lì ed è stato allora che si è sentito male, perdendo i sensi. Si è accasciato a terra, non respirava più bene per cui è stato allertato il 118, è stato chiesto l’invio di una ambulanza per soccorrerlo, per aiutarlo a riprendersi, ma non c’è stato niente da fare. La centrale del 118 ha inviato due ambulanze, quella più vicina alla zona stadio e quella con il medico, partita dall’ospedale. Il 51enne è stato sottoposto a tutti i passaggi necessari per fare in modo che il cuore si riprendesse, con il defibrillatore, ma i ripetuti tentativi di rianimazione non hanno raggiunto l’obiettivo sperato. Il cuore del 51enne si è fermato per sempre.
Una tragedia che ha colpito chi vedeva quotidianamente Livio in parrocchia, a Villa Del Fuoco. Lui era un tuttofare, curava il verde ma non solo quello. «Oltre ad essere una bravissima persona, qui faceva tanto. Era sempre disponibile, per qualsiasi necessità», dicono dalla parrocchia, ed era stato lì anche ieri mattina quando ha avuto i primi segnali, probabilmente. Qualcosa non andava per il verso giusto, a livello fisico, non si sentiva in forma. «Aveva dei dolori al braccio e li aveva ricondotti all’artrosi», proseguono dalla parrocchia dopo aver saputo della sua scomparsa. Tutto è accaduto mentre il fratello, don Carmine, era lontano da Pescara, «per un pellegrinaggio con i giovani, nel nord Italia» e il rientro dovrebbe essere avvenuto stanotte.
Parla di Livio come di «una bravissima persona, un lavoratore», anche Camillo Sborgia, assessore comunale a Cepagatti. A Sant’Agata, frazione di 800 anime dove viveva con la moglie Stefania e con due figlie, Angelica e Giulia, Livio «era sempre attivo. Partecipava alle processioni e alle iniziative in parrocchia. Era una persona a modo, e dopo un intervento alle ginocchia aveva interrotto il lavoro da piastrellista e aveva deciso di dare una mano al fratello, in parrocchia, per la manutenzione». Oggi alle 17 i funerali, nel chiesa di Villa del fuoco, celebrati dall’arcivescovo, Tommaso Valentinetti.