L’AQUILA. Alla vigilia del 13esimo anniversario del terremoto del 2009 pochissimo è cambiato sul fronte della dell’edilizia scolastica. Sono ancora tremila gli studenti della città che frequentano le lezioni nei Musp realizzati per rispondere all’emergenza, oltre 30 i moduli provvisori occupati dalle scuole. È stato realizzato ex novo solo un edificio in muratura, quello dell’elementare Mariele Ventre, a fronte di uno stanziamento del Cipe di 43milioni di euro utilizzato solo in minima parte. Intanto, neanche una scuola attualmente è attiva in centro storico. A fare il punto è il Comitato scuole sicure che da anni si batte per la ricostruzione degli istituti aquilani. «Comincerà ora una nuova campagna elettorale, con nuove promesse», dice Massimo Prosperococco, «ma la verità è che sulle scuole siamo all’anno zero e niente di quanto assicurato cinque anni fa è stato realizzato».
NUOVE INAUGURAZIONI
A dire il vero negli ultimi mesi non sono mancati i tagli del nastro anche per gli edifici scolastici. Nei giorni scorsi, con la posa simbolica della prima pietra è iniziata la ricostruzione della scuola dell’infanzia Pettino-Vetoio. Un edificio moderno, in acciaio, di mille metri quadrati, che potrà ospitare fino a 118 bambini, distribuiti in cinque classi. I lavori dureranno un anno, l’importo è di circa 1,7 milioni di euro. È stata inaugurata invece nei mesi scorsi (seppur utilizzata solo da inizio marzo) la sede ristrutturata del Cotugno a Pettino. Oltre mille studenti sono sui banchi in un istituto in muratura, dopo 5 anni di esilio.
SCUOLE SENZA SEDE
«Per il Cotugno è stata scelta la strada della ristrutturazione di un vecchio edificio quando in cassa ci sono i fondi per costruirne uno nuovo», continua Prosperococco. «La Provincia è destinataria di un finanziamento di 13,5 milioni per il nuovo Cotugno, da anni bloccato dalla mancata individuazione di aree idonee: si è parlato della caserma Rossi, dell’ex ospedale di Collemaggio, ma ancora non esiste un progetto». Il problema è tuttavia generalizzato: «Molte scuole del Comune e della Provincia ancora non sono state localizzate».
L BUCO NERO DEL CENTRO
Il centro storico torna a ripopolarsi, ma non c’è nessuna scuola. Un problema che potrebbe protrarsi per anni. «Nessuno ha pensato che nel cuore della città devono tornare almeno una scuola elementare e una media», dice Prosperococco, «non nei vicoli, ma in zone limitrofe al centro. L’unica con un percorso definito è l’ex Tecnico femminile, dove andranno i Geometri, su viale Duca degli Abruzzi. Anche per il Classico, da sempre nel cuore della città, non c’è chiarezza. Così si favorisce lo spopolamento del centro».
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