LANCIANO. A due anni dal violento pugno che mandò in coma Giuseppe Pio D’Astolfo, arriva la svolta. La procura per i minorenni dell’Aquila ha chiesto il rinvio a giudizio per G.P.G., 16 anni, l’unico imputabile dei tre minori rom indagati per l’aggressione avvenuta il 17 ottobre 2020 nell’area dei binari dell’ex stazione Sangritana, in centro a Lanciano. Oltre a D’Astolfo, parte offesa del procedimento è anche Anthony Gomez Brito, 28enne dominicano che era con Giuseppe Pio la notte dell’aggressione. L’imputato, difeso dall’avvocato Vincenzo Menicucci, deve rispondere per entrambi di lesioni personali (gravi nel caso di D’Astolfo) con le aggravanti di aver commesso il fatto in più persone riunite e per futili motivi. Il gup del tribunale per i minorenni ha fissato l’udienza preliminare al 23 gennaio prossimo. La sera del 17 ottobre di due anni fa Giuseppe Pio era con gli amici dietro l’ex stazione dei treni, quando il gruppo dei minorenni si è avvicinato e ne è nata una discussione, probabilmente per questioni di ragazze. Giuseppe Pio ha provato a smorzare la tensione, invece gli altri si sono sentiti provocati e hanno attaccato, colpendo il giovane e l’amico con calci e pugni. Come ricostruisce la procura minorile, l’imputato G.P.G., che all’epoca dei fatti aveva appena compiuto 14 anni (il giorno prima dell’aggressione), ha agito in concorso con il fratello più piccolo e il cugino, all’epoca entrambi tredicenni. Quest’ultimo, per sua stessa ammissione nel corso delle indagini svolte dai carabinieri di Lanciano, è stato l’esecutore materiale del violento pugno che ha mandato D’Astolfo in coma per un mese, trascorso nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara. Il ragazzo è «tuttora interessato da deficit della memoria a breve termine e perdita d’attenzione», scrive nella richiesta di rinvio a giudizio il pubblico ministero Lorenzo Maria Destro, evidenziando come si sia verificato anche «un pericolo per la vita in ragione dell’importante versamento ematico cerebrale», da cui è conseguito un indebolimento permanente nella funzione dell’organo neuro-psichico. Brito ha invece riportato una tumefazione guanciale giudicata guaribile in tre giorni. Sarà il gup del tribunale per i minorenni dell’Aquila, fra due mesi, a decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio per il sedicenne. Da due anni la famiglia D’Astolfo, assistita dall’avvocato Nicodemo Gentile, aspetta questa notizia. Nei giorni scorsi, in occasione del secondo anniversario dell’aggressione, Giuseppe Pio ha raccontato al Centro tutta la sua amarezza per non avere avuto ancora giustizia. Paola Iasci, la combattiva mamma del giovane, non trattiene le lacrime per l’emozione: «Finalmente, aspettavamo con ansia la decisione della procura minorile. All’udienza ci saremo, speriamo bene».