CHIETI. Riprendono oggi gli scrutini di fine anno sospesi e rinviati dopo la polemica tra la preside e gli insegnanti no vax. Ora, però, c’è il rischio che lo scontro si sposti dalle aule di scuola a quelle di un tribunale. L’episodio è accaduto alcuni giorni fa in un istituto superiore di Chieti (di cui preferiamo non rivelare il nome per tutelarne l’anonimato). Oggi i docenti tornano a riunirsi per stabilire le votazioni con cui gli studenti chiuderanno l’annata, ma c’è ancora incertezza su quale comportamento terranno gli insegnanti no vax coinvolti nella vicenda. C’è il rischio, insomma, che i veleni dei giorni scorsi, sfociati in un violento scontro verbale, non si siano ancora riassorbiti. Una lite accesa, tra la preside e gli insegnanti, che ha addirittura costretto un’ambulanza del 118 a intervenire per soccorrere proprio la dirigente colpita da un malore (poi per fortuna rientrato).
Sarebbero due i docenti al centro della polemica: prof di lingua straniera che non hanno voluto saperne di vaccinarsi contro il Covid nonostante l’obbligo, per i dipendenti della scuola, sia in vigore dal 15 dicembre scorso. Questi insegnanti sono stati subito sospesi dal lavoro come da decreto. Non è chiaro se abbiano comunque continuato a percepire lo stipendio, ma dopo alcuni mesi sono stati reintegrati dall’istituto con mansioni diverse: sono stati impiegati per attività di supporto, come il lavoro di archivio in biblioteca. Al loro posto sono subentrati dei supplenti che hanno continuato a consultarsi con loro sulle questioni prettamente didattiche. Questi docenti no vax hanno riferito di non aver avuto il tempo di completare le votazioni minime richieste dal piano dell’offerta formativa e che, a loro dire, i supplenti chiamati a sostituirli non avrebbero effettuato un numero sufficiente di prove orali e scritte. Per questo motivo, i due insegnanti no vax avevano chiesto di essere sollevati da responsabilità in merito a eventuali votazioni non regolari.
Sono stati esclusi dagli scrutini delle quinte, ma invitati in via informale il giorno dopo per altre classi. Questi docenti, che nel frattempo hanno ottenuto il super Green pass, grazie alla guarigione dal Covid, avevano chiesto alla preside la revoca formale del loro demansionamento. Il provvedimento non è arrivato, loro si sono comunque presentati agli scrutini chiedendo che fosse messa a verbale la loro presenza come personale a supporto di attività didattiche. Ma come ha riferito il loro avvocato, Maria Franca D’Agostino, la preside avrebbe impedito loro di effettuare dichiarazioni a verbale e a quel punto è scoppiato il caos. Dalla scuola è stato ribadito che si è trattato di un caso isolato e che la preside si è limitata ad applicare la legge. In ogni caso gli studenti restano ancora in attesa di scoprire le valutazioni con cui chiuderanno l’anno scolastico. E nel frattempo il legale che assiste i docenti no vax ha preannunciato che «qualcuno dovrà rispondere di queste azioni, anche ai fini di un risarcimento danni». E ora anche la scuola starebbe valutando la possibilità di rivolgersi ad un legale per tutelare la propria posizione.