L’AQUILA . Parla di «scelta politicamente sbagliata» Sara Marcozzi, consigliere regionale ed esponente di “Insieme per il futuro”. L’ex capogruppo del Movimento 5 Stelle è stata la firmataria dell’esposto che ha messo in moto la macchina della Corte dei conti, sfociata nell’inchiesta sull’accordo tra la Regione Abruzzo e il Napoli calcio.
«Ho sempre pensato che finanziare il ritiro del Napoli Calcio a Castel di Sangro con una somma così ingente di denaro, 1 milione 200mila euro l’anno, fosse una scelta errata», afferma Marcozzi, «per questo motivo ho chiesto alla maggioranza di rivedere una convenzione che, a mio avviso, presenta diverse storture amministrative ed economiche. Sono tutte osservazioni che ho portato nelle istituzioni con numeri, leggi e regolamenti alla mano, e che ho poi inserito in un esposto firmato nell’ottobre 2020. Purtroppo non ho mai avuto ascolto». Marcozzi interviene sull’indagine in atto per un’ipotesi di danno erariale: «Attendo l’esito delle verifiche», dice, «ma una cosa per me non cambia: con tutti quei fondi si sarebbero potute finanziare molte e diverse iniziative in campo turistico per promuovere l’intera regione, come il concreto rafforzamento della Film Commission. Altre Regioni d’Italia hanno sfruttato al meglio questo strumento, generando crescita turistica ed economica». Dura la posizione del M5S in Regione che si dice «soddisfatto dell’apertura delle indagini della Corte dei Conti in merito alla gestione del centrodestra sul contratto che la Regione Abruzzo ha stipulato con la società del Napoli Calcio. Abbiamo sempre espresso perplessità in merito a questo accordo, fino a presentare un esposto agli organi competenti per valutarne la legittimità e l’eventuale presenza di danni erariali. Ora che la macchina di controllo ha avviato il suo cammino ci affidiamo alla magistratura affinché sia fatta luce sulla questione e sulla gestione che la Regione ha fatto dei soldi pubblici», affermano Francesco Taglieri, neo capogruppo dei 5 Stelle e i consiglieri Domenico Pettinari, Giorgio Fedele e Pietro Smargiassi.
«Rimane lo sconcerto su come la giunta a trazione Lega, Fratelli D’Italia e Forza Italia abbia potuto stipulare un accordo milionario che ha impegnato le casse dell’ente per 12 anni», sottolineano, «con un costo potenziale di 14 milioni, mentre i cittadini abruzzesi stanno facendo i conti con una grave crisi economica e le imprese non sono state ancora completamente ristorate per i danni subiti dall’emergenza sanitaria. Ora attendiamo l’evoluzione delle indagini consapevoli che un passo in avanti verso la tutela delle casse pubbliche è stato fatto». (m.p.)