PESCARA. Non solo caro-bollette e Superbonus. La manovra del Governo Meloni porta novità anche per il lavoro. Dal potenziamento dei voucher per gli stagionali e il taglio del cuneo fiscale ai mesi in più di Cigs per le aziende in crisi e gli incentivi per chi assume che controbilanciano le revisione del Reddito di cittadinanza. Sono le principali misure sul lavoro contenute nella bozza di manovra 2023 che oggi comincia il suo iter per la conversione in legge.
RIECCO I VOUCHER
Tornano i voucher, ovvero i “buoni lavoro” aboliti nel 2017 dal governo Gentiloni.
E avranno un limite di utilizzo che sale da 5mila a 10mila euro per le prestazioni lavorative occasionali in agricoltura, nei settori alberghi e ristorazione, e anche per i lavori domestici.
IL TAGLIO DEL CUNEO
Ma il principale intervento previsto dall’ultima bozza di legge di Bilancio 2023 è la riduzione del cuneo fiscale contributivo, cioè la differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e la busta paga netta ricevuta dal lavoratore.
Seguendo le orme del precedente governo Draghi, il nuovo esecutivo conferma per il 2023 la riduzione del cuneo fiscale contributivo per due punti fino a 35mila euro di reddito, e di un punto ulteriore, quindi per un totale di tre punti, fino a 20mila euro (pari a 1.538 euro al mese). Il vantaggio è per tutti i lavoratori ma non per i pensionati per i quali non cambia l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
LA NUOVA CIGS
La bozza di manovra ridà ossigeno anche agli ammortizzatori sociali previsti nei casi di difficoltà aziendale. Con l’obiettivo di rafforzare i piani di recupero occupazionale di imprese che operano nelle aree di crisi industriale complessa, il governo ha deciso si stanziano ulteriori 70 milioni di euro da ripartire tra le Regioni.
Altri dieci milioni per il 2023 sono invece destinati alle imprese del settore dei call center. E grazie sempre al Fondo sociale per l’occupazione e formazione, 30 milioni serviranno per il 2023 a incrementare l’indennità onnicomprensiva, che è pari a circa trenta euro per l’anno 2023, per ciascun lavoratore dipendente da impresa adibita alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca. Infine, basandosi sempre sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione si prendono 50 milioni per il 2023 per nuovi mesi di Cigs per le aziende in crisi.
PREMI A CHI ASSUME
Per l’assunzione di percettori del Rdc scatta lo sgravio al 100% per i contratti stipulati da gennaio a dicembre 2023.
Il maxi sconto fiscale vale per un anno fino a un massimo di 6mila euro. L’esonero è esteso anche per le trasformazioni di contratti a termine effettuate durante il prossimo anno.
Per gli under 36 l’attuale sconto totale (che ha una durata di tre anni) introdotto dalla legge di Bilancio del 2021 è prorogato anche per le nuove assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato eseguite dal primo gennaio al 31 dicembre del 2023.
Infine viene prorogato l’incentivo al 100% anche donne lavoratrici effettuate a partire dal primo gennaio e per l’intero 2023.
COME CAMBIO L’RDC
La revisione del Reddito di cittadinanza prevede che nel 2023 venga riconosciuto al massimo per 8 mesi (non più un anno) per le persone occupabili. La bozza della manovra però prevede una deroga «in caso di nuclei al cui interno vi siano persone con disabilità, minorenni o persone con almeno sessant’anni di età».
Ma si tratta comunque di una norma transitoria che sarà scalzata da una riforma organica delle misure di sostegno alla povertà e di inclusione attiva che per ora il governo Meloni ha solo annunciato. Dal 1° gennaio inoltre tutti i percettori di Rdc occupabili saranno inseriti, per un periodo di sei mesi, in un corso di formazione o riqualificazione professionale. In caso di mancata frequenza del corso si decade dal sussidio, così come nel caso del primo rifiuto a una offerta di lavoro congrua. Le Regioni sono quindi tenute a trasmettere all’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro gli elenchi dei soggetti che non rispettano l’obbligo di frequenza dei percorsi formativi.
LO SCONTO PRODUTTIVITà
Sempre in materia di lavoro, la bozza di legge di Bilancio, conferma la riduzione dal 10 al 5% della cedolare secca, o imposta sostitutiva, sui premi di produttività fino a 3mila euro per redditi che non superano il limite di 80mila euro. Oggi i premi sono tassati con una cedolare secca del 10% fino a 3mila euro annui, per redditi fino a 80mila euro. Le somme, come noto, sono riconosciute ai dipendenti al raggiungimento di incrementi di produttività, di redditività, qualità, efficienza e innovazione, ma la crisi e soprattutto i paletti molto rigidi messi dall’Agenzia delle Entrate per far scattare la tassazione agevolata stanno penalizzando la diffusione dell’istituto. La manovra dovrebbe però riattivare il meccanismo.
ISEE MENO COMPLESSO
Fino al 31 dicembre prossimo si potrà presentare la Dsu nella modalità non precompilata. Si tratta della Dichiarazione Sostitutiva Unica: un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo. Dal 1° luglio 2023 la presentazione della Dsu da parte del cittadino dovrà avvenire prioritariamente in modalità precompilata. Un decreto del ministero del Lavoro spiegherà come gestire la dichiarazione precompilata resa disponibile in via telematica dall’Inps.
IL CONGEDO SI ALLUNGA
Infine viene concesso un mese di congedo parentale facoltativo in più per le madre lavoratrice, fino al sesto anno di vita del bambino, retribuito all’80% e non al 30%. Ma la novità prevista dalla Manovra si applica alle lavoratrici che cessano il periodo di maternità obbligatoria dal prossimo primo gennaio. (u.c.)