SULMONA. Dal Comune avevano annunciato la riapertura entro il mese di luglio. Ora, molto probabilmente, se ne riparlerà a settembre con buona pace di residenti e turisti che continuano a protestare perché da più di un anno il piazzale e l’eremo di Sant’Onofrio sono ancora inaccessibili. E questo nonostante i lavori di sistemazione del sentiero che conduce all’eremo e la ristrutturazione del piazzale dello chalet, siano stati ultimati da tempo. Dagli uffici del Comune c’è un rimpallo di responsabilità. E a chi fa presente che tra circa un mese inizieranno le celebrazioni della Perdonanza Celestiniana, che quest’anno vedranno anche la presenza di Papa Francesco, dal Comune rispondono: «Purtroppo manca ancora l’approvazione dell’ultima variante al progetto originale, eseguita dalla ditta esecutrice dei lavori». Variante dei lavori al piazzale, che attende il sì della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali e la definitiva approvazione in giunta. «Noi abbiamo le mani legate perché mancano ancora tutte le carte per poter approvare la variante», le parole dell’assessore ai Lavori Pubblici Franco Casciani. «Sono mesi che le attendiamo, ma nonostante le continue sollecitazioni non riusciamo a sbloccare la situazione». La ditta esecutrice dei lavori e l’architetto Giovanni Campagna la pensano in maniera diversa: «Compito nostro era di ultimare i lavori e l’abbiamo fatto consegnando la documentazione all’ufficio tecnico del Comune. Spetta a loro comunicare con la Soprintendenza per avere l’ok sulle opere in variante che abbiamo eseguito». In questo rimpallo di responsabilità dalla IV Ripartizione del Comune fanno sapere che già oggi la variante al progetto sarà inviata agli uffici della Soprintendenza che dovrà rilasciare un parere preventivo e solo dopo la variante approderà al vaglio della giunta comunale per la definitiva approvazione. Un iter che, tenendo ben presente il fatto che ad agosto tutti gli uffici funzioneranno a ritmo ridotto, rende assai concreto il rischio che anche all’arrivo del Papa all’Aquila, il prossimo 28 agosto, il complesso dell’eremo sarà ancora inaccessibile, rimediando una figuraccia rispetto a chi, approfittando della visita del pontefice, vorrà visitare i luoghi celestiniani per eccellenza, da dove sarà accesa e partirà, alla volta dell’Aquila, la Fiaccola del Perdono. Come pure, al culmine della stagione estiva, l’eremo sarà ancora chiuso al pubblico, lasciando delusi centinaia di turisti, costretti da un anno a non poter raggiungere la grotta dove visse il Papa eremita e la chiesa che la sovrasta. Un fatto inaccettabile e come sempre dannoso per l’immagine della città e alla tanto proclamata vocazione turistica di Sulmona. Inoltre, dev’essere ancora definito l’affidamento della gestione dell’intero complesso dell’eremo celestiniano compreso il piazzale con lo chalet appena ristrutturato.
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