PESCARA. È rotto da oltre un mese l’ascensore tra secondo e terzo binario della stazione di Pescara Porta Nuova e la bambina di 9 anni in carrozzina, che prende il treno da Scafa per andare a fare le terapie all’istituto Don Orione due volte a settimana, deve essere presa e portata in braccio dai genitori lungo le scale. La mamma e il papà hanno segnalato il caso in stazione ma, dall’inizio di maggio, si trovano di fronte sempre lo stesso cartello con scritto “l’ascensore è in manutenzione”. Ora hanno il sostegno di Carrozzine Determinate, l’associazione che si batte per i diritti dei disabili; e adesso anche la politica prende posizione con una richiesta di intervento a Rfi. Ma, almeno fino al 27 giugno, l’ascensore resterà bloccato: per altre tre volte la bambina dovrà essere trasportata così come dimostra la foto pubblicata a destra. Poi, si vedrà.
DA OLTRE UN MESE «Dai primi di maggio, l’ascensore è fuori servizio», denuncia Claudio Ferrante, presidente dell’associazione, «e la bambina, con la sua carrozzina, deve essere presa in braccio correndo il gravissimo rischio di cadere per le scale». È una scalinata ripida. «I genitori affranti, disperati e arrabbiati, dopo aver tentato di tutto, hanno richiesto un intervento della nostra associazione: abbiamo immediatamente inoltrato una segnalazione a Rfi ottenendo la promessa di riparazione in tempi rapidi ma ad oggi nulla si è mosso», afferma Ferrante che parla di «una storia di ordinaria discriminazione». Sul cartello, prima è stato scritto che l’ascensore sarebbe ripartito il 10 giugno; poi, la data è stata coperta e aggiornata con un altro pezzo di carta: 27 giugno.
DOPPIO APPELLO Carrozzine Determinate fa l’elenco degli altri ascensori guasti: oltre a Pescara, disagi anche a Montesilvano e Silvi. «Queste gravissime discriminazioni alla libertà di circolazione delle persone con disabilità devono cessare, l’ascensore di Pescara Porta Nuova che consente alla piccola di frequentare le sedute di fisioterapia deve essere ripristinato immediatamente. Rfi chieda scusa e faccia ripartire con urgenza gli ascensori della vergogna». Ferrante prosegue: «Ci appelliamo alla sensibilità dell’assessore alle Politiche per la disabilità del Comune di Pescara Nicoletta Di Nisio e chiediamo al sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Umberto D’Annuntiis, che ha competenza sui trasporti, di intervenire e porre fine definitivamente a questa violazione dei diritti umani».
RFI: LAVORI IN CORSO Rfi annuncia che i lavori di riparazione sono in corso ma, «per la natura stessa del guasto», l’ascensore non sarà pronto prima di altri 12 giorni: «L’ascensore è soggetto, per il tramite dell’impresa di manutenzione, ad attività manutentive cicliche e ad interventi manutentivi dovuti a guasti. Nel mese di maggio si sono registrati diversi interventi per guasto; per la maggior parte si è registrato un fermo impianto di poche ore, mentre per altri è stato necessario fermare l’impianto per più giorni (da tre a 6), fatta eccezione per l’ultimo guasto del 23 maggio che ha previsto un tempo di riattivazione più lungo (27 giugno). L’impresa di manutenzione è stata già sollecitata ad accelerare i tempi di ripristino».
IL CARTELLO Nell’attesa è stato messo un cartello: «Questa struttura», dice Rfi, «ha tempestivamente posizionato sull’impianto guasto la prevista cartellonistica di avviso ai viaggiatori e ha provveduto all’inserimento dei dati relativi al fermo impianto e alla data di riattivazione nei sistemi informativi di Rfi».