PESCARA. Sulla bara gerbere gialle e rose azzurre, i colori della Misericordia. «Mai come oggi i fiori parlano e descrivono il grande cuore di Gianfranco», ha detto ieri mattina nell’omelia padre Carlo, parroco di Sant’Andrea, durante i funerali di Gianfranco D’Incecco, fondatore ed ex governatore della Confraternita pescarese, morto domenica scorsa a 69 anni dopo una lunga malattia. Durante la messa, in una chiesa gremita di volontari e amici che hanno abbracciato con affetto la moglie Mimma, la figlia Valentina, il genero Giannandrea, i nipoti, è arrivato il messaggio del vescovo Tommaso Valentinetti che ha ricordato la sua opera solidale a favore dei disabili della Fondazione Paolo VI e del don Orione, dove D’Incecco lavorava come fisioterapista. Il sindaco Carlo Masci ha espresso il suo «grazie a Gianfranco e a tutti i volontari che durante la pandemia hanno fatto fino in fondo il loro dovere». «Ora Gianfranco è in paradiso», ha detto don Remo Chioditti, correttore spirituale della Misericordia, «lui era un uomo che non conosceva il male, ha fatto solo del bene a tanta gente». Uno dei momenti più toccanti è stata la lettura, da parte di una storica volontaria della confraternita, Elisabetta Tatonetti (che raccoglierà l’eredità del progetto “Mani tese” ideato da D’Incecco) della letterina scritta dal nipotino Mattia, 11 anni: «Resterai nei nostri cuori». Prima della cerimonia funebre, il feretro ha sostato nel piazzale della Misericordia di Strada delle Fornaci tra gli applausi e le preghiere dei colleghi, con i quali D’Incecco ha operato per 34 anni. La salma, benedetta da don Ezio Di Pietropaolo, riposerà nel cimitero dei Colli. (c.co.)