ATESSA. Si respirava un’aria diversa, di cauto ottimismo ieri alla Sanmarco Industrial, fabbrica del tessuto automotive della Val di Sangro che produce cassoni per i veicoli commerciali leggeri per la vicina Sevel e lavorazioni per il settore stradale e quello militare. Dal 2009, per la prima volta, i dipendenti sono rientrati in fabbrica dalla cassa integrazione per lavorare. Tutti, tranne quelli che avevano chiesto un periodo di ferie che sono applicate in azienda con il sistema della rotazione. La Sanmarco sta sperimentando una nuova commessa. Dopo essere stata sull’orlo della chiusura, l’azienda sta tentando in queste settimane una diversificazione di prodotto e sta realizzando colonnine per la ricarica di auto elettriche. La produzione è al momento solo un test, essendo schedulata e con controllo qualità al 100%. Ma a settembre ci sarà la verifica da parte del cliente e un confronto con i sindacati per capire come pianificare i prossimi mesi. È qualcosa che sa di futuro, e una speranza per chi, da qualche anno, non aveva più rimesso piede in fabbrica. Attualmente si sta lavorando su due turni per le colonnine elettriche e per il reparto della lastratura, dove passano i furgoni Sevel, si sta lavorando al turno centrale. Un paio di interinali sono arrivati a sostituire chi è in ferie.
Il morale è alto, ma bisogna fare dei necessari distinguo. La cassa integrazione è sospesa per il momento, ma è uno spauracchio che potrebbe ripresentarsi. Tutto dipende da come andranno le cose con le colonnine elettriche e dalla produzione di Sevel. Se la fabbrica dei furgoni commerciali si ferma per l’ormai cronica mancanza di componentistica, probabilmente anche Sanmarco sarà costretta a farlo, come tutte le fabbriche dell’indotto.
«Siamo felici di aver rivisto molti colleghi in fabbrica», dice Michele Cirillo, rls Uilm, eletto nel febbraio scorso con il maggior numero delle preferenze, «ma restiamo in allerta, in attesa di chiarire con l’azienda quali sono le prospettive produttive». «Restiamo cauti», conferma Achille Di Sciullo, del direttivo Uilm-Uil Chieti-Pescara, «aver saputo cercare una diversificazione è sicuramente un bel segnale, ma stiamo monitorando la situazione e vogliamo attendere la verifica a settembre per avere chiarimenti su ciò che la Sanmarco dovrà produrre sia per Sevel che per altri clienti. Dopo tutto quello che si è verificato in passato (l’azienda nei mesi scorsi aveva licenziato 42 dipendenti, ndc) prima di cantare vittoria vogliamo essere certi».