ALBA ADRIATICA. La Regione Abruzzo stacca l’assegno alla Dravo, la società iberica che ha realizzato la spiaggia di alimentazione di Alba Adriatica. L’impresa specializzata nelle grandi opere marittime ha presentato la fattura lo scorso 3 giugno per due milioni e 55mila euro e il 22 giugno l’ufficio regionale ha proceduto ad autorizzare la Ragioneria per la liquidazione della somma. Questo vuol dire che per la Regione, l’ente che ha appaltato l’opera, la società ha realizzato ciò che era previsto dalla gara d’appalto, riversando quindi sul litorale albense i 120mila metri cubi di sabbia previsti. Quindi, sarebbe tutto regolare sotto questo punto di vista. Ma, visto che dopo un paio di modeste mareggiate della spiaggia di alimentazione è rimasto ben poco rispetto alle attese e al piano presentato, gli operatori turistici della costa nord e i cittadini che frequentano quel tratto di spiaggia si chiedono: se l’impresa ha fatto quello che doveva il problema stava forse nella progettazione che, è questo il sospetto che serpeggia, non era adeguata ai reali bisogni di ricostruzione del litorale nord eroso?
Tutti aspettano, adesso, anche di conoscere l’esito del collaudo effettuato dai tecnici regionali alcuni giorni fa durante il sopralluogo ad Alba Adriatica. Il consigliere regionale e vice capogruppo del Pd, Dino Pepe, attende di conoscere i contenuti della relazione e ha fatto richiesta di accesso agli atti. Solo dopo aver letto la relazione tecnica contenuta nel verbale di collaudo si esprimerà, carte e documenti alla mano quindi.
Mentre sulla questione il sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis continua a tacere, c’è un altro dubbio che va fugato. Fra la mole di carte relative al piano di difesa della costa, ne spunta una in cui si parla di fase 1 e fase 2 di ricostruzione del litorale albense. Nello stralcio si evidenzia, infatti, il versamento di 200mila metri cubi di sabbia per 500 metri di spiaggia, con possibilità di dividere l’intervento in due fasi, e si aggiunge: «Sulla base della valutazione morfologica del trasporto solido longitudinale, si stima in circa dieci anni la durata dell’intervento». Quindi, ci si chiede: i 200mila metri cubi andavano riversati tutti in una volta oppure, ora, è previsto un secondo intervento? Insomma, la vicenda non è chiusa e Alba Adriatica attende risposte.
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