CARSOLI. Carsoli e Oricola sono i primi Comuni abruzzesi a dotarsi di una piattaforma digitale per la qualità dell’aria del territorio. Grazie al servizio della startup Wiseair, le informazioni sulla tutela della qualità dell’aria del territorio saranno chiare e accessibili per i cittadini, oltre che, ovviamente, per le amministrazioni. I due centri marsicani fanno così da apripista. Il servizio di Wiseair inoltre consentirà ai cittadini non solo di accedere ai dati, ma anche di inviare segnalazioni di odori molesti.
L’iniziativa di Carsoli e Oricola prevede l’installazione di otto sensori di particolato, cioè l’insieme delle sostanze solide o liquide sospese che è uno degli inquinanti più frequenti nelle aree urbane. Questi sensori sono complementari alle stazioni di riferimento dell’Arta, e ne sono stati messi quattro in ognuno die due centri. A Carsoli si trovano in via Castello, piazza della Libertà, largo delle Scuole (Poggio Cinolfo) e nella zona industriale; a Oricola i sensori sono stati installati in via Castello, via Civita, via Tiburtina Valeria e via Immagine.
Ogni cittadino avrà accesso ai dati in tempo reale scaricando l’app gratuita “ido – Wiseair” sul proprio telefono. I dati vengono classificati in una scala da 0 a 100, che identifica tre fasce di valutazione: verde, gialla e rossa. Seguendo questa “logica semaforica”, ogni cittadino può ad esempio considerare anche la qualità dell’aria nelle proprie scelte quotidiane.
«Trasparenza e partecipazione attiva: questi sono i motori che muovono la nostra azione amministrativa», commentano il sindaco di Carsoli Velia Nazzarro e quello di Oricola Antonio Paraninfi, «non possiamo che esprimere soddisfazione per questo nuovo progetto che vede i Comuni di Carsoli e Oricola tra i primi del centro Italia a dotarsi di questi nuovi strumenti di monitoraggio della qualità dell’aria».
Quello dei cattivi odori e della qualità dell’aria non è un problema nuovo nella zona della Piana del Cavaliere, in particolare a Carsoli e Oricola. Proteste e istanze alle amministrazioni comunali vengono avanzate almeno dal 2018: un tema sul quale i sindaci già hanno fatto sentire la proprio voce con Asl e Arta, che hanno comunque escluso la presenza nell’aria di sostanze nocive per la salute. (a.r.)