PESCARA. Anche la Provincia di Pescara corre ai ripari per fare in modo di contenere il più possibile le spese. Si annuncia un aumento spropositato per le bollette di luce e gas relative agli edifici di competenza dell’ente e cioè Palazzo dei marmi, che si trova in piazza Italia, l’edificio di via Passolanciano, sempre a Pescara, e poi le scuole superiori. Le prime previsioni di spesa ci sono già e, pur essendo solo delle stime, hanno fatto subito ipotizzare delle soluzioni, per evitare che il caro bollette gravi troppo sul bilancio.
Innanzitutto le previsioni di spesa. Per la luce, spiega il presidente Ottavio De Martinis, supportato da Marco Scorrano, si avrà una maggiorazione consistente: «Nel 2021, per un anno intero, abbiamo speso 832.500 euro mentre soltanto per il primo semestre di quest’anno si annuncia un conto di 685.500 euro. Anche per il gas l’aumento della spesa si prevede considerevole. Nel 2021 per il gas abbiamo pagato 650mila euro e riteniamo che spenderemo il 40% in più circa, partendo dall’importo dello scorso anno, ma si tratta solo di un’ipotesi visto che l’ente paga un canone fisso e poi il saldo avviene con il conguaglio».
Inevitabile un piano di risparmio, con misure simili a quelle già adottate da altre amministrazioni a livello nazionale, dice sempre De Martinis. «La temperatura negli edifici di competenza della Provincia, e quindi le due sedi di Pescara e tutte le scuole superiori, dovrà essere ridotta di un grado. Si passerà da 20 a 19 gradi», nel periodo invernale, e cambieranno anche le ore accensione. «Gli impianti saranno attivati un’ora dopo e lo spegnimento avverrà un’ora prima», rispetto alle stagioni precedenti, il che vuol dire inevitabilmente meno caldo per tutti, nei mesi più freddi dell’anno. La Provincia sta anche ipotizzando di «promuovere una sensibilizzazione affinché si riduca il consumo dell’energia elettrica in tutti gli edifici» e d’altronde in molte case è già partita la corsa al risparmio, in attesa delle prossime bollette. E poi, sempre per incidere sulla bolletta della luce, «si sta anche studiando se può essere attivato un sistema di telecontrollo, cioè un controllo a distanza, per evitare che nei locali sia lasciata la luce accesa e che, quindi, si consumi energia elettrica inutilmente facendo lievitare senza motivo la spesa».
È stato già deciso, invece, che tutte le scuole superiori – a parte l’istituto Tito Acerbo di Pescara – resteranno aperte solo cinque giorni a settimana: un calendario già in vigore in molte scuole dagli anni passati e che questa estate è stato riproposto a tutti i dirigenti da Palazzo dei marmi per contenere ovunque le spese degli istituti, riducendo i giorni di apertura.
«È quanto si sta facendo anche altrove», fa notare il presidente che teme le conseguenze di queste spese su un bilancio tutt’altro che ricco. «Non c’è all’orizzonte qualcosa di diverso da fare, e aspettiamo il nuovo governo affinché si impegni a creare i presupposti per fare altro».
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