ORTONA . I pazienti ricoverati in Medicina e Lungodegenza dimessi o trasferiti in altri ospedali, reparto svuotato e probabilmente chiuso fino a gennaio. È più di una semplice ipotesi quella che si prospetta per l’ospedale di Ortona, nelle cui due unità operative nei giorni scorsi sono stati riscontrati casi di positività al Covid tra i pazienti e il personale. Delle cinque persone ricoverate e contagiate dal virus, «due anziani purtroppo non ce l’hanno fatta anche in conseguenza di altre patologie», ci è stato confermato dal reparto, «si tratta di un 84enne e una 92enne».
Dopo i casi di positività, come da comunicazione a firma del direttore medico Fernando Di Vito, è stata disposta «la sospensione immediata dei ricoveri nelle unità operative di Medicina e Lungodegenza». Il provvedimento indirizzato ai dirigenti medici delle due unità operative, al coordinatore infermieristico, al responsabile della Medicina di urgenza del presidio ospedaliero di Ortona, ai vari direttori della Asl e per conoscenza al direttore della Medicina d’urgenza dell’ospedale di Chieti, al responsabile della centrale operativa del 118, ai responsabili della Medicina d’urgenza di Vasto e Lanciano, è la conseguenza dell’impossibilità a «garantire la continuità assistenziale con un solo medico in servizio». Una condizione per cui si sta pensando a una chiusura momentanea del reparto, fino a gennaio, in attesa di un rinforzo del personale. Dell’ipotesi è a conoscenza anche il sindaco Leo Castiglione: «Abbiamo segnalato le difficoltà e i problemi delle due unità operative all’assessore regionale Nicoletta Verì, che si è fatta carico del problema. Non si può pensare alla chiusura in questo periodo, con l’influenza e il Covid ancora in agguato, perché creerebbe parecchi problemi», commenta. «L’assessore ci è sembrata disponibile a trovare una soluzione, ora restiamo in attesa». Di certo c’è che i ricoveri sono stati sospesi: «Se ci sono casi positivi al Covid vanno isolati ma non si può interrompere l’attività. Aver bloccato i ricoveri può creare anche ulteriori disagi e sovraccaricare il pronto soccorso», avverte il primo cittadino ortonese. Ora è pronto a farsi sentire, esattamente come accaduto qualche tempo fa, quando era sceso in campo per difendere i servizi all’interno del Bernabeo.
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