LANCIANO. Il Parco Villa delle Rose immaginato dal compianto Pino Valente e realizzato sotto l’amministrazione Pupillo rischia di restare un bel contenitore vuoto. È l’accusa, e al tempo stesso il timore, della minoranza consiliare che si appunta sul petto la medaglia del recente successo della tre giorni del musical-evento Notre Dame de Paris che ha richiamato in città oltre 4mila presenze a serata.
«Nel bilancio di previsione non c’è alcun impegno a continuare a investire sull’area eventi e a renderla ulteriormente compatibile con la piantumazione», fanno notare i consiglieri Rita Aruffo, Dora Bendotti, Davide Caporale, Piero Cotellessa, Sergio Furia, Lorenzo Galati, Leo Marongiu, Marusca Miscia e Giacinto Verna. «Il Parco delle Rose in pochi mesi ha ospitato il grande concerto in onore della Madonna del Ponte, Brignano, Max Pezzali, Manu Chao, Niccolò Fabi e ora il musical Notre Dame de Paris: l’ex ippodromo da area degradata e luogo anche di eventi criminosi si sta trasformando in una vera occasione di crescita per la nostra città, frutto di una grande intuizione e del grande impegno della precedente amministrazione», proseguono i consiglieri di opposizione. «E un plauso va a chi ha voluto questo spettacolo nella nostra città. Il nostalgico Paolini per questi concerti addirittura ripropone lo stadio Biondi, dove non si ricordano negli ultimi 20 anni eventi degni di nota visto che, dovrebbe sapere, l’accessibilità dei mezzi sul terreno di gioco è ostacolata dal velodromo che costringe all’utilizzo di gru con tempi e costi insostenibili». La minoranza ricorda che nessun evento è stato previsto nel Parco a luglio e agosto e cita il “flop” dei giovedì di shopping, musica e cibo «dettato alla voglia di stravolgere tradizioni consolidate e di successo.
«Abbiamo portato a termine il progetto, che altro dobbiamo metterci in quell’area?», replica Paolini, «se fosse stato per me ci avrei lasciato il campo di calcio. Per fare un concerto bisogna montare un palco e non tutti gli organizzatori di eventi hanno questa possibilità. Oltretutto l’area è utilizzabile d’estate, ma d’inverno? Cosa farci con tutto quel cemento? L’unica cosa che si potrebbe fare è completare le tribune, ma coi pochi soldi che abbiamo a disposizione dobbiamo riparare agli errori fatti per Corso Trento e Trieste e non metterli su un progetto finito».
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