PESCASSEROLI. Una notte di paura per 23 persone – tra cui due neonati e tre bambini tra i 6 e i 10 anni – intrappolate nelle auto bloccate da una tormenta di neve nei pressi del valico di Forca d’Acero, sui Monti Marsicani, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio (quasi a 1.600 metri di quota). Devono la vita ai tre carabinieri che sono riusciti a raggiungerle, nonostante le proibitive condizioni meteorologiche, e a metterle in salvo.
L’ALLARME
Fin dalla tarda serata di venerdì sono arrivate ai numeri di emergenza diverse richieste di soccorso provenienti da automobilisti in transito nell’Alto Sangro, dove erano in atto delle forti nevicate. Verso le 20 richieste di soccorso hanno iniziato a essere indirizzate al centralino della prefettura dell’Aquila e si sono concentrate proprio nella zona del valico di Forca d’Acero, nel Parco d’Abruzzo.
IL SOCCORSO
A quel punto è scattata la macchina dei soccorsi. E si è messa all’opera una squadra composta dal luogotenente Domenico Palmieri, comandante della stazione di Pescasseroli, dall’appuntato Francesco Lemma, addetto alla stazione carabinieri “Parco”, e dal carabiniere Pietro Nardelli, della stazione di Pescasseroli. I tre hanno intuito che le chiamate di soccorso arrivavano dalla zona di Forca d’Acero. Non vi erano informazioni precise dagli automobilisti in quanto la zona del valico è senza copertura telefonica. Il gruppo di soccorritori è partito a bordo di un pick up Isuzu in dotazione alla stazione carabinieri “Parco” e ha intrapreso, partendo dal bivio di Opi (incrocio tra la 83 Marsicana e la regionale 509), la risalita del passo di montagna con l’obiettivo di raggiungere prima possibile il tratto più insidioso alla ricerca delle vetture bloccate nella neve.
UN MURO DI NEVE
Il comandante Palmieri si è reso ben presto conto che lungo il tragitto c’erano veri e propri muri di neve. Così ha contattato una società privata di Pescasseroli che prontamente ha messo a disposizione uno spazzaneve per le operazioni di soccorso. Nei pressi del valico i militari hanno individuato otto auto bloccate da un metro e mezzo di neve. A bordo 23 persone, tutte provenienti dal Lazio, in buono stato di salute, ma spaventate. Il gruppo di soccorso, con l’aiuto dello spazzaneve, è riuscito ad aprire un varco abbastanza ampio da garantire la manovrabilità dei mezzi. In carovana, i mezzi sono stati scortati fino al bivio di Opi. Le operazioni si sono concluse solo a tarda notte, fin da subito coordinate in stretta collaborazione dal dirigente reperibile della prefettura dell’Aquila, il viceprefetto aggiunto Giuseppe Girolami e dalla centrale operativa della compagnia di Castel di Sangro, diretta personalmente dal comandante di compagnia, il maggiore Fabio Castagna.
«TANTO CORAGGIO»
«Tutte le persone tratte in salvo godono di buona salute», racconta il maggiore Castagna, «per loro solo un grande spavento e la consapevolezza di aver messo a rischio inutilmente le loro vite avventurandosi lungo un tratto di strada particolarmente impervio, segnalato come pericoloso dai bollettini ufficiali già nelle 48 ore precedenti. Lo spirito d’iniziativa, la velocità di reazione, il coraggio e la pregevole capacità professionale dimostrata dal personale operante, impeccabilmente guidato dal luogotenente Palmieri, ha consentito di mettere in sicurezza persone e mezzi coinvolti in una situazione ad alto rischio che avrebbe potuto concretamente comportare conseguenze ben peggiori».
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