L’AQUILA. Il ricordo di Tommaso D’Agostino sarà impresso per sempre nel nome dell’asilo in cui ha perso la vita appena due mesi e mezzo fa. La scuola materna dell’Aquila, sede della tragedia del 18 maggio scorso, sarà infatti intitolata al bimbo di 4 anni ucciso dall’auto impazzita che ha invaso il giardino della scuola ferendo anche altri quattro suoi piccoli compagni.
Lo ha deciso nei giorni scorsi la giunta comunale aquilana, per cui il cambio di nome della scuola “Primo maggio” di via Salaria Antica Est deve avvenire immediatamente e senza quindi attendere almeno dieci anni dalla scomparsa come impone la Legge in questi casi. Per questo è necessaria la convalidazione da parte della prefettura.
«L’episodio ha destato grande commozione nella comunità aquilana a causa delle circostanze in cui si è verificato l’evento e per l’età della piccola vittima»: questa è la prima motivazione che la giunta del sindaco Pierluigi Biondi mette nero su bianco nella delibera, poi aggiungendo: «Questo moto di commozione esige che l’amministrazione comunale fornisca una risposta significativa, quale la reintitolazione dell’edificio scolastico comunale ove ha sede la suddetta scuola dell’infanzia al nome del bambino Tommaso D’Agostino».
Poi ancora: «Tale intitolazione, rivolta a perpetuare il ricordo di un defunto privo di ogni colpa e di ogni compromissione, non può essere considerata in nessun modo come un atto divisivo e volto a propugnare la memoria di personaggi controversi o controvertibili, di guisa che non si ravvede alcuna necessità di attendere il decennio di legge, salvo l’assenso che, a tali fini, dovrà essere formulato dalla competente prefettura».
L’ultima motivazione espressa dalla giunta Biondi nella delibera colpisce però direttamente il nome attuale dell’edificio scolastico – intitolato al “Primo maggio” e quindi ai lavoratori – e quello che rappresenta, rischiando quindi di far discutere in città. «D’altro canto si rileva che l’attuale intitolazione non esprime un particolare valore storico, né risulta volta a perpetuare un personaggio illustre o altra memoria collettiva particolarmente significativa», si legge nel documento approvato e pubblicato nei giorni scorsi.
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