CANISTRO. «Abbiamo sempre agito con correttezza e trasparenza». Lo afferma il Gruppo Ini riguardo all’inchiesta su una presunta frode ai danni di Asl e Regione Abruzzo. L’accusa della Procura di Avezzano riguarda rimborsi sanitari per oltre 2 milioni e mezzo di euro, di cui 2 milioni 131mila euro, per un totale di 272 rimborsi sospetti, vengono attribuiti proprio alla clinica di Canistro. «In merito alla presunta frode», si legge in una nota, «il Gruppo Ini è certo che Ini Canistro abbia sempre agito con correttezza e trasparenza ed è sicuro che questo emergerà dall’inchiesta». Risultano indagate 11 persone tra amministratori e dirigenti medici di tre cliniche della provincia. Sulla vicenda interviene anche Antonio Milo, legale di Giampiero Orsini, uno degli indagati. «Il dottor Orsini», afferma Milo, «è completamente estraneo ai fatti. Egli non aveva competenza né sostanziale, né formale per la verifica della tipologia degli interventi effettuati, in relazione ai quali ogni decisione spettava ai chirurghi. Chiederò l’immediato proscioglimento da ogni accusa». (p.g.)