ROSETO. Stanno arrivando in questi giorni, via pec e per raccomandata, le lettere indirizzate a 42 persone tra ex amministratori ed ex consiglieri di Roseto per la richiesta di maggiori indennità percepite, anche se al momento non ci sono pretese di somme.
Per ora si tratta solo di avvisi. «Io l’ho ricevuta», conferma l’ex sindaco e attuale consigliere d’opposizione Sabatino Di Girolamo, «ma nelle lettera si precisa semplicemente che ci potrebbe essere la possibilità di un errore di calcolo dei gettoni di presenza e delle indennità dal 2012 al 2021 e che si stanno facendo accertamenti in merito. È una lettera molto soft». A riceverla, al momento, sono stati, oltre a Di Girolamo, anche l’ex consigliere e assessore comunale Alessandro Recchiuti, e gli ex assessori Maristella Urbini e Luciana Di Bartolomeo, tutti di professione avvocato. Mancano all’appello diversi ex amministratori tra cui l’ex sindaco e attuale consigliere di maggioranza Enio Pavone. È chiaro che siamo ancora nella fase embrionale, e bisognerà vedere se poi, effettivamente, il Comune richiederà delle somme agli interessati. Nel caso accadesse gli ex amministratori possono decidere di agire per vie legali, ma in quel caso bisognerà vedere se questo sia incompatibile o meno con la loro carica da consiglieri: c’è infatti l’articolo 63 del Tuel, il testo unico degli enti locali, secondo il quale «Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il Comune o la Provincia». Se poi qualcuno decidesse di pagare, allora non ci sarebbe nessun problema di incompatibilità. Già nel 2014, a Spoltore, il Tar si è pronunciato a favore del Comune stabilendo la restituzione di alcune indennità percepite da ex amministratori. Anche a Giulianova c’è stato un caso simile e, al momento, ci sono ancora delle cause in corso. (l.v.)
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