SULMONA. Erano finiti sotto processo perché accusati di aver provocato, il primo in qualità di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione e il secondo perché legale rappresentante della ditta che stava eseguendo gli interventi, un incidente sul lavoro in cui rimase gravemente ferito un operaio. Ieri per Attilio Palombizio, 36enne di Pratola Peligna, e per Vittorio Di Egidio, 69 anni, di Montorio al Vomano, è arrivata la condanna a quattro mesi di reclusione e al pagamento delle spese processuali. Vittorio Di Egidio è stato assolto per il secondo capo d’imputazione, riguardante le cadute dall’alto, per intervenuta oblazione. L’incidente sul lavoro si verificò il 29 novembre 2018, nella frazione della Badia, sul tetto dell’asilo Isola Felice. Un operaio della ditta cadde riportando una frattura pluriframmentaria, giudicata guaribile in 40 giorni. Ai due imputati è stata contestata l’omessa verifica della congruità del piano operativo di sicurezza rispetto al piano sicurezza e coordinamento per la fase demolizione di strutture eseguite a mano e per la mancata individuazione delle misure di sicurezza per lavoratori e rischio caduta a vuoto. Fatti questi che determinavano, secondo la Procura, a seguito dello scivolamento del martello pneumatico utilizzato dal lavoratore per la demolizione, la perdita dell’equilibrio e la caduta dell’operaio sul tetto sottostante. Al datore di lavoro è stato contestato anche di non aver individuato le idonee misure preventive e protettive per le cadute dall’alto.
Accuse contestate punto per punto dai difensori dei due imputati, secondo i quali le misure sarebbero state rispettate alla lettera. Ma l’accorata arringa dei due legali, Gianluca Lanciano per Palombizio e Antonio Milo per Di Egidio non è bastata per evitare la condanna a quattro mesi di reclusione, che il giudice ha sentenziato per entrambi gli imputati, con il beneficio della sospensione pena.
Subito dopo la sentenza di condanna gli avvocati Lanciano e Milo hanno annunciato il ricorso in Appello non appena saranno rese note le motivazioni che verranno depositate tra sessanta giorni. (c.l.)