L’AQUILA. Pomeriggio di terrore quello di ieri pomeriggio a Paganica, per un incendio che ha distrutto stalle, mezzi agricoli, interi raccolti e ucciso un numero imprecisato di animali da allevamento. I danni avrebbero potuto essere ancora maggiori, ma per fortuna la maggior parte degli allevamenti era quasi deserta visto che in questo periodo gli animali sono quasi tutti al pascolo, in montagna, alle pendici del Gran Sasso. Straordinario l’impegno dei vigili del fuoco, arrivati con un elicottero e un gran numero di squadre provenienti anche da Teramo. Sul posto anche un gran numero di operatori della protezione civile regionale e comunale, insieme a molti volontari delle associazioni locali, organizzati in squadre specializzate in antincendio boschivo, che hanno contribuito a limitare l’avanzata delle fiamme.
il primo allarme
Ma i primi a intervenire sono stati gli stessi abitanti di Paganica, arrivati sul posto mentre le fiamme si erano appena sviluppate, e che hanno fatto del tutto per contenere l’avanzata del fronte distruttivo alimentato da un vento sostenuto e dal terreno reso asciutto da mesi di siccità. Inutile cercare acqua nel greto asciutto del torrente Raiale, le fiamme partite dall’area di Pontignone hanno trovato facile esca nell’erba secca, causando danni enormi ad alcune attività tra Paganica e Bazzano, con numerose stalle distrutte insieme ai mezzi agricoli parcheggiati e al fieno raccolto e lasciato all’aperto per farlo asciugare. Alcuni paganichesi si sono lanciati in mezzo al fumo, incuranti del pericolo, per cercare di salvare il salvabile, liberare i cani chiusi insieme alle galline, o portare via qualche mezzo agricolo. Anni di lavoro e fatica andati in fumo. Poco prima delle 19 è arrivato anche un elicottero dei vigili del fuoco che ha dapprima fatto due giri di ricognizione sull’area dell’incendio e, dopo essersi fermato a montare la sacca, ha iniziato a fare la spola con un vicino laghetto. Al primo lancio, il pilota ha azionato una potente sirena per avvertire i curiosi che si trovavano nella zona dietro al cimitero di Paganica, volando di traverso in attesa che le persone si allontanassero a distanza di sicurezza. A fare le spese del primo lancio, con una doccia fuori programma, un volontario che, dopo aver cercato di allontanare i curiosi fino all’ultimo istante utile, non è riuscito in tempo a mettersi al riparo. Tra i primi ad accorrere i consiglieri comunali Paolo Romano e Daniele Ferella, vigile del fuoco, arrivato per dare una mano ma poi costretto a partire per montare di turno ad Avezzano. In pochi minuti l’area dell’incendio era un brulicare di mezzi di vigili del fuoco, protezione civile, volontari, polizia, carabinieri e vigili urbani, arrivati per l’incendio ma anche per bloccare le strade e permettere il passaggio dei mezzi di soccorso, impossibilitati a intervenire su vie strette e a volte ostruite dalle auto dei proprietari dei terreni o dei curiosi. La scena al tramonto era da girone dantesco: mezzi distrutti, cumuli di fieno ardenti, bimbi in lacrime e proprietari sporchi di fuliggine davanti ai resti di quella che era la loro fonte di sostentamento.
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