CHIETI. «È un atto intimidatorio vile, da veri codardi. Ma io vado avanti: non basta un incendio per fermarmi». L’imprenditore Emilio Brighigna, 31 anni, originario di Marano di Napoli e residente a Pescara, è il titolare della pizzeria Carpe Diem che aprirà a Chieti Scalo, in viale Benedetto Croce: due sere fa, è stata data alle fiamme la veranda del locale che, in passato, ha ospitato il pub Vinota. Nessun dubbio sulla natura dolosa del rogo, che ha provocato danni stimati tra 30.000 e 40.000 euro: la polizia ha trovato tracce di benzina e due inneschi.
LE MINACCE
È lo stesso imprenditore a svelare di essere stato minacciato: «Un mese fa», racconta, «c’è stato un episodio strano. Un uomo si è avvicinato mentre ero all’esterno del locale e mi ha detto: “Stai attento, qui non è Pescara, Chieti è un’altra cosa, ti faccio vedere io”. All’inizio non ho dato peso alla cosa, perché lui mi sembrava ubriaco: non era proprio lucido e l’ho allontanato. Però adesso, ripensandoci, il dubbio mi viene. Non conosco il nome dell’uomo in questione e, dopo quell’episodio, non l’ho più visto. Ma sì, sarei in grado di riconoscerlo».
IL RAID INCENDIARIO
Mercoledì sera Brighigna – proprietario di altre tre pizzerie a Montesilvano, Spoltore e L’Aquila, oltre che della gelateria a marchio Rivareno sempre a Montesilvano – è arrivato al locale intorno alle dieci e mezza. «Qualcuno aveva svuotato una tanica di benzina sulle pareti che danno su viale Benedetto Croce, su quelle che si affacciano su via Campobasso e davanti al locale. E poi aveva appiccato le fiamme con stracci imbevuti di benzina. Non è andato tutto a fuoco per due motivi. Il primo: la prontezza di intervento dei vigili del fuoco, arrivati in pochissimi minuti, come mi hanno riferito i vicini che hanno visto fiamme piuttosto alte. La seconda ragione è che la veranda ha una vernice ignifuga di grado massimo: abbiamo finito di pitturarla proprio l’altro ieri. Se fosse successo qualche giorno fa, probabilmente avrebbero dovuto evacuare anche i palazzi intorno. Insomma: è un incendio doloso al cento per cento. Anche perché non ci sono dispositivi elettronici: lì non passa neanche un filo della corrente».
LE INDAGINI
Dopo il primo intervento delle volanti, sono arrivati anche i poliziotti della Scientifica. Ora a indagare sono gli investigatori della squadra mobile. Brighigna è amareggiato: «A questo punto», prosegue, «mi devo aspettare che qualcuno venga a chiedermi il pizzo? Che idea mi sono fatto? Me ne passano tante per la testa. C’entra quell’episodio di un mese fa? È stata la concorrenza? Oppure qualcuno è geloso perché il proprietario dell’immobile, dopo 12 anni in cui il locale è stato chiuso, a me ha deciso di affittarlo e ad altri che glielo avevano chiesto no? Non lo so. Di sicuro, adesso ho ancora più carica per aprire la nuova attività. Inizialmente l’inaugurazione era prevista per il 29 settembre, ma ora sarà necessario cambiare gli infissi, le vetrate, la guaina e le caldaie. Penso che ce la faremo per il 15 ottobre».
I VIDEO SUI SOCIAL
Brighigna ha pubblicato anche alcuni video sui social network in cui ha mostrato i danni al locale (è assicurato). «Chieti ci accoglie con le molotov», ha scritto in uno di questi. «Ci fate il solletico». E ancora: «La miglior vendetta è nessuna. Guarisci, vai avanti e non diventare come loro».
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