PESCARA. La serranda è abbassata da più di due anni, ma nelle ultime settimane il cartello “Vendesi” spuntato sulla porta d’ingresso ha infranto i sogni di tutti i pescaresi affezionati che speravano ancora in un ritorno della storica Pizzeria Liceo. I sogni di tutti, tranne che di uno, quelli del titolare di questa istituzione gastronomica della città, Ercole Calchi che è certo: «In un modo o nell’altro io la riapro».
La storia di questo luogo del cuore e del palato di Pescara è cominciata nel 1963 quando, Ercole, che all’epoca lavorava con la pizzeria Dreher di corso Vittorio Emanuele, con cui ha collaborato per 37 anni, apre la sua pizzeria di fronte al classico, da cui prende il nome. «All’epoca in via Venezia ci passava il trenino dell’ex Fea, c’era la scuola e diversi uffici e io ho pensato fosse il posto giusto. Tanti mi dicevano di lasciar perdere, mi scoraggiavano. Se una persona non ha fiducia del lavoro che fa, non va avanti. Io ci credevo», racconta al Centro. Una vera intuizione, confermata in sessant’anni di storia, che hanno visto più generazioni di pescaresi trascorrere pochi minuti o intere mattinate di filone in quel locale dove il profumo di calzoni, pizzette tonde e supplì era inconfondibile, come pure il gusto.
Ottantasei anni «e sto bene di salute», precisa, padre di due figli Roberto (poliziotto) e Giampiero che lo affianca nell’attività, e con un nipote, Mattia, 25 anni «che si è già infarinato», Ercole Calchi, tutti giorni, alle 11.30 esatte, si presenta nell’altro suo locale, aperto 16 anni fa, in zona ospedale, Ercolino. Il profumo e il gusto delle sue pizzette sono sempre gli stessi. «Ora ho due locali. In via Paolini e poi uno nella borsa merci, il mercato coperto di piazza Muzii. Non c’è nessuna ricetta segreta», rivela. «La qualità è amalgamare i gusti dei singoli ingredienti che metti. Se non sai fare quello, non sei un mestierante. Io riaprirei di corsa Pizzeria Liceo. Ho provato a cercare qualche altro locale lì vicino, ma il posto adeguato non l’ho trovato. Ho provato anche a comprare quel locale, solo che il proprietario mi ha chiesto 500mila euro, io ho risposto 300mila», spiega, «e tutto si è fermato lì. Nelle prossime ore voglio risentirlo, ma la mia proposta sarà la stessa. Voglio riaprire Pizzeria Liceo, perché il mio nome è validissimo a Pescara e lo posso ancora usare in qualche modo».
«Non c’è stata nessuna trattativa con il precedente gestore», chiarisce Edmondo Anselmi, proprietario delle mura. «Il locale ha chiuso un mese prima della pandemia, quindi nel gennaio 2020, perché il contratto era scaduto. Subito dopo è scoppiata l’emergenza sanitaria e non era di certo il momento adatto a vendere. A luglio scorso, abbiamo deciso di metterlo sul mercato. È un locale di grande passaggio e quindi c’è una certa attenzione. Dietro c’è una storia che racconta una tradizione di Pescara e sarebbe bello che lì potesse tornarci una pizzeria».